Dopo la Francia, anche la Spagna prende le stesse misure dell'Italia per fronteggiare l'emergenza coronavirus e chiude tutte le attività non essenziali: stop a bar, caffè, cinema, discoteche e ristoranti, aperti solo alimentari, farmacie, parafarmacie, tabacchi e barbieri. Le persone dovranno rimanere in casa e spostarsi solo in caso di assoluta necessità, per lavoro o motivi di salute. Le misure sono state annunciate questa sera dal premier Pedro Sanchez e saranno valide per quindici giorni, con possibilità di rinnovo nel caso i contagi da coronavirus non dovessero calare. In Spagna le persone affette da COVID-19 sono quasi 6mila, i morti sono più di 130. "Le misure che stiamo per adottare sono drastiche e avranno conseguenze – ha spiegato Sanchez – Siamo preparati per lo stato d’allerta. Abbiamo le idee, le politiche chiare e non ci stringeremo la mano per sconfiggere il virus". "La vittoria – ha aggiunto – Arriverà solo quando avremo un vaccino".

Coronavirus, lockdown Spagna: possibile esproprio fabbriche e cliniche

Sanchez ha affermato che il Governo spagnolo prenderà provvedimenti per supervisionare e garantire la fornitura nazionale di cibo e degli altri servizi di base. Sarà inoltre possibile, in caso di emergenza, espropriare temporaneamente le fabbriche e le cliniche che potranno servire allo Stato per produrre beni e curare i pazienti. Sarà il ministro della Sanità a decidere sulla confisca. I trasporti saranno ridotti del 50%, mentre il potere degli Stati Federali in tema di Sanità e delle polizie federali andrà al ministro dell'Interno. La gestione dell'emergenza è affidata al ministro della Difesa. Sanchez ha spiegato che sono al vaglio del governo misure per aiutare i lavoratori e le imprese che saranno colpiti inevitabilmente dalla crisi economica.