Sale l'allarme per il coronavirus di Wuhan. La British Airways, la compagnia aerea di bandiera britannica e la quinta più grande a livello mondiale, ha annunciato la sospensione immediata di tutti i suoi voli verso la Cina a causa della epidemia del nuovo virus che finora ha ucciso 136 persone e contagiato altre seimila. Lo riporta Sky News, sottolineando che la decisione ha effetto immediato. "In seguito alle raccomandazioni del ministero degli Esteri – è scritto in un comunicato – abbiamo deciso di sospendere tutti i voli da e per la Cina continentale. Ci scusiamo per i disagi arrecati, ma la sicurezza e la salute di passeggeri e personale sono in questo momento la nostra priorità". Si tratta di un provvedimento di non poco conto, che arriva subito dopo le indiscrezioni arrivate dagli Stati Uniti secondo cui anche il presidente Donald Trump starebbe valutando lo stop ai collegamenti con il paese asiatico per contenere il rischio di ulteriori contagi, e che rappresenta un duro colpo all'economia del Dragone.

Coronavirus, Toyota sospende la produzione in Cina fino al 9 febbraio

La Borsa di Hong Kong, dopo la lunga chiusura in occasione del Capodanno cinese, ha aperto in rosso, con l'indice Hang Seng che ha fatto segnare un tonfo del 3,03%, bruciando 848,10 punti a quota 27.101,54. A ciò si aggiunga che Toyota ha interrotto la produzione in Cina fino al 9 febbraio, per i timori che l'infezione da coronavirus si diffonda ancora più rapidamente. "Considerati vari fattori, tra cui le linee guida dei governi locali e regionali e la situazione della fornitura di componenti, a partire dal 29 gennaio, abbiamo deciso di interrompere le operazioni nei nostri stabilimenti in Cina fino al 9 febbraio" – ha annunciato il portavoce della casa automobilistica – Maki Niimi. "Monitoreremo la situazione e prenderemo eventuali ulteriori decisioni sulle operazioni il 10 febbraio".

Starbucks chiude la metà dei negozi in Cina per allarme contagio

Anche Starbucks ha annunciato la chiusura temporanea di metà dei propri punti vendita in Cina a causa dei timori legati al contagio del coronavirus. La famosa catena di negozi di caffè non è la prima a chiudere negozi nel Paese: pochi giorni fa anche McDonald's aveva annunciato una decisione simile. Alla fine del 2019 Starbucks contava in Cina 4.292 negozi, il 16% in più dell'anno precedente. La chiusura, ha precisato la società, avrà un impatto sul trimestre e sull'intero anno fiscale.