Il primo ministro portoghese Antonio Costa
in foto: Il primo ministro portoghese Antonio Costa

Nessuno deve rimanere indietro, soprattutto in un momento di emergenza globale. È con questa filosofia che il governo portoghese guidato da Antonio Costa – sostenuto da comunisti e socialisti – ha approvato ieri la sanatoria per i richiedenti asilo e per tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno che abbiano chiesto di accedere ai servizi sanitari. Lo scopo dell'esecutivo è quello di garantire cure mediche a tutti e non lasciare nessuno fuori dal sistema sanitario. La pandemia coronavirus, come abbiamo visto, non conosce frontiere né confini e di conseguenza non può essere affrontata con egoismo o escludendo gli stranieri: non solo per ragioni umanitarie, ma anche per garantire un controllo più capillare dell'espansione dell'epidemia. Grazie alla regolarizzazione decisa dal governo Costa gli immigrati potranno accedere a tutti i servizi pubblici, cercarsi un lavoro regolare e affittare casa senza ricorrere al mercato nero. Di contro, per le autorità sarà più semplice monitorarli e controllare anche le loro condizioni di salute.

"Le persone non dovrebbero essere private del diritto alla sanità e ai servizi pubblici solo perché la loro domanda non è stata ancora elaborata", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Interni, Claudia Veloso. La sanatoria non sarà generalizzata ma verrà applicata solo agli stranieri che ne faranno richiesta. La semplice prova della domanda sarà valida per avvalersi del Servizio sanitario nazionale, per sottoscrivere contratti di lavoro,  aprire conti correnti o richiedere il sussidio straordinario approvato per i lavoratori che devono rimanere a casa per prendersi cura di bambini, genitori o nonni.

Ad oggi, secondo i dati della Johns Hopkins University, in Portogallo ci sono 5.962 casi confermati di coronavirus. I morti sono 119 e i ricoverati appena 43.