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Corea del Nord, Kim svela il nuovo lanciarazzi con testate nucleari: “Destinato ad attacco speciale”

Kim Jong Un ha presentato un lanciarazzi multiplo da 600 mm, progettato per testate nucleari, definendolo “unico al mondo”: “Nessuna forza potrà aspettarsi la protezione di Dio”. Intanto, fonti sudcoreane indicano che sua figlia Kim Ju-ae, 13 anni, potrebbe essere prossima alla nomina come erede.
A cura di Biagio Chiariello
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Un sistema lanciarazzi multiplo da 600 millimetri, definito “unico al mondo” e destinato a un “attacco speciale”. Con queste parole il leader nordocoreano Kim Jong Un ha presentato il nuovo armamento durante una cerimonia ufficiale, riportata dall’agenzia statale Korean Central News Agency.

Secondo i media di Pyongyang, il sistema sarebbe progettato per il dispiegamento di testate nucleari e rappresenterebbe un ulteriore salto di qualità nelle capacità strategiche del Paese. Kim ha parlato di uno strumento pensato per scoraggiare i “nemici” e ha rivendicato l’invincibilità del sistema, arrivando ad affermare che, se impiegato, “nessuna forza potrà aspettarsi la protezione di Dio”.

L’annuncio non è isolato. Già durante una visita a un impianto di produzione missilistico nelle scorse settimane, erano emerse indicazioni su un programma di sviluppo avanzato. Analisti sudcoreani ritengono che un sistema di questo tipo possa essere orientato verso obiettivi nel Sud, inclusa l’area di Seul, che si trova a breve distanza dalla linea di separazione tra le due Coree. La penisola resta formalmente in stato di guerra dal 1953 e il confronto militare, pur senza scontri diretti, non si è mai del tutto arrestato.

Secondo diversi osservatori internazionali, l’evoluzione dei sistemi d’arma nordcoreani risponde a una strategia precisa: aumentare la capacità di colpire con rapidità e precisione infrastrutture strategiche sudcoreane e, allo stesso tempo, consolidare la propria posizione negoziale nei confronti degli Stati Uniti. Sullo sfondo c’è anche il rafforzamento dei rapporti con Mosca, che potrebbe aprire scenari di cooperazione militare più stretta.

Parallelamente alle dimostrazioni di forza, da Pyongyang è arrivato un segnale di tono diverso. Kim Yo Jong, sorella del leader nordcoreano, ha dichiarato di “apprezzare molto” l’impegno di Seul a impedire nuove incursioni di droni nello spazio aereo nordcoreano, dopo un episodio che il Nord sostiene di aver contrastato abbattendo un velivolo. Il ministro sudcoreano dell’Unificazione, Chung Dong-young, aveva espresso “profondo rammarico” per l’accaduto.

Sul fronte interno, la dinastia Kim sembra guardare anche al futuro della successione. Secondo fonti sudcoreane, Kim Ju-ae, figlia del leader, sarebbe prossima a essere nominata ufficialmente come erede alla guida del Paese.

Kim Ju–ae affianco a suo padre
Kim Ju–ae affianco a suo padre

La giovane, nata probabilmente nel 2013, appare sempre più spesso al fianco del padre in eventi pubblici, dai test missilistici alle visite internazionali, come quella in Cina dei mesi scorsi. L’agenzia Yonhap riporta che parlamentari e funzionari del Nis considerano la 13enne ormai nella fase in cui sarà designata formalmente per la successione

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