Sessantasei nazioni hanno espresso l'intenzione di raggiungere un'economia a zero emissioni di diossido di carbonio, entro il 2050. Lo hanno fatto sapere le Nazioni Unite, sottolineando che si tratta di un obiettivo vitale nel contrastare il cambiamento climatico sul lungo termine. "Sessantasei governi, 10 regioni, 102 città, 93 aziende e 12 investitori si sono impegnati nel raggiungere le zero emissioni nette di Co2 entro il 2050", si legge in un comunicato del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.

L'impegno è stato formalmente assunto questa mattina a New York durante il Climate Action Summit, il vertice che a margine della 74ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite sta discutendo delle misure da adottare per contrastare i cambiamenti climatici. All’appuntamento hanno preso parte una sessantina di capi di Stato e di Governo, anche se si registra un'assenza molto pesante, cioè quella del presidente statunitense Donald Trump, che ha preferito partecipare a una riunione sulle libertà religiose.

Se gli Stati Uniti si dissociano ancora una volta dagli sforzi internazionali per contenere i cambiamenti climatici, una buona notizia arriva dalla Russia. Il primo ministro Dmitry Medvedev ha infatti reso noto di aver sottoscritto una risoluzione relativa alla ratifica dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, secondo quanto riporta Interfax. ”È importante – ha detto Medvedev in una riunione con i vice primi ministri – che il nostro Paese partecipi a questo processo: la minaccia dei cambiamenti climatici potrebbe compromettere l’equilibrio ambientale, mettere a rischio lo sviluppo di successo di molti settori chiave, come l’agricoltura, e, soprattutto, la sicurezza della nostra gente che vive sul permafrost".

Il segretario generale dell'ONU: "Occorre azione decisiva"

Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato in apertura dell'assemblea: “Scienziati autorevoli ci dicono che il divario tra ciò che dovremmo fare per far fronte alla crisi climatica e ciò che effettivamente facciamo continua ad ampliarsi. Dobbiamo invertire questa tendenza con un’azione climatica decisiva”. Guterres ha poi rilanciato un dossier degli esperti della World Meteorological Organization nel quale si denunciano i ritardi dei governi e delle organizzazioni internazionali. Secondo lo studio, il quinquennio tra il 2015 e il 2019 sarà quello con le temperature medie più alte mai registrate. I dati supererebbero di 1,1 gradi quelli del periodo preindustriale, compreso tra il 1850 e il 1900, e di 0,2 gradi quelli del quinquennio 2011-2015.