Cinque criminali travestiti da poliziotti rapiscono un uomo su un’autostrada spagnola: il video girato dagli automobilisti
Cinque uomini con il volto coperto, vestiti di nero e con indosso giubbotti catarifrangenti recanti la scritta "polizia" sulla schiena, hanno estratto con la forza un uomo – con il volto insanguinato e seminudo – dal sedile posteriore di un'auto, poi l'hanno caricato su un'altra vettura. L'episodio – un vero e proprio rapimento in pieno giorno – è avvenuto due giorni fa sull'autostrada AP-7 tra Montornès del Vallès e Vilanova del Vallès (Barcellona), e ora sulle tracce dei cinque malviventi si sono messi i Mossos d'Esquadra, ovvero la polizia catalana.
La surreale scena è stata ripresa da alcuni automobilisti, preoccupati per quello che stava succedendo proprio davanti ai loro occhi. Fin da subito è stato chiaro a tutti che i cinque individui non erano agenti di polizia, nonostante indossassero le tipiche divise delle forze dell'ordine. I Mossos d'Esquadra hanno aperto un'inchiesta per chiarire gli eventi. Si sospetta che si sia trattato di un sequestro di persona, e l'ipotesi prevalente al momento è che il blitz sia stato organizzato da un gruppo criminale. Fonti di polizia confermano ai media spagnoli che la vittima è stata rilasciata poche ore dopo in un punto di Vallès Occidental e che "sta bene".
Il caso sarà gestito dagli investigatori della sezione criminale della polizia catalana. Come spiegato stamattina dal Ministro dell'Interno della Catalogna, Núria Parlon, i primi indizi puntano a un regolamento di conti nell'ambito del traffico di droga. "Ma si tratta di indizi molto circostanziali", ha aggiunto. Sebbene le indagini siano ancora in corso e la natura degli eventi non sia ancora stata accertata, esistono precedenti di gruppi criminali legati al narcotraffico in Catalogna che hanno fatto ricorso alla violenza e al sequestro di persona per ore come metodo di intimidazione, ad esempio, per esercitare pressioni o esigere il pagamento di debiti. Verrà inoltre accertato se sussista un possibile reato di usurpazione di identità, dato che gli aggressori indossavano abiti che potevano farli passare per agenti di polizia.