Chi sono i 300 politici e vip che compaiono negli Epstein files: la lista del Dipartimento di Giustizia Usa

Il Dipartimento di Giustizia nei giorni scorsi ha inviato al Congresso un elenco di oltre 300 nomi presenti nei file pubblicati in relazione alle indagini sul caso Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere nel 2019 e accusato di traffico sessuale di minori.
La lettera di sei pagine, di cui la Cnn ha potuto visionare una copia, include i nominativi di molte figure di spicco presenti nei fascicoli (anche se decontestualizzati), come i presidenti Usa Donald Trump, Bill Clinton e Barack Obama, ma anche personaggi dello showbiz come Woody Allen, Beyoncé, Jay-Z, e icon decedute come Diana e Michael Jackson.
Tuttavia, non viene specificato in che misura le persone fossero legate o in contatto con Epstein. Mentre alcune avrebbero avuto legami ben documentati con il finanziere, altre non risulterebbero aver mai avuto interazioni con Epstein.
Quali sono i nomi degli Epstein files inseriti nella lista del Dipartimento della Giustizia USA
L'elenco include presidenti, imprenditori e funzionari governativi, ma anche icone decedute decenni fa, come la principessa Diana, Elvis Presley, Kurt Cobain e Michael Jackson.
Tra i 300 nomi elencati figurano il presidente Donald Trump e il suo ex consigliere Steve Bannon, Barack e Michelle Obama, il fondatore di Microsoft Bill Gates, Bill Cosby, Robert De Niro, Bill e Hillary Clinton.
Ma anche Jay-Z, il principe Harry, Woody Allen, Kamala Harris, Mark Zuckerberg, Bruce Springsteen, Elon Musk, Papa Giovanni Paolo II, Nancy Pelosi, Bono, Beyoncé, George Clooney e molti altri. È necessario però ricordare che l'inclusione nella lista non implica alcuna illecito, né alcun contatto diretto con Epstein.
Nessuno degli individui presenti nella lista, a parte il finanziere e la sua complice Ghislane Maxwell, è mai stato accusato formalmente in relazione ai loro crimini. "I nomi compaiono nei fascicoli pubblicati ai sensi della legge in un'ampia varietà di contesti", si legge nella lettera del Dipartimento di Giustizia.
"Ad esempio, alcuni individui hanno avuto ampi contatti diretti via email con Epstein o Maxwell, mentre altri sono menzionati solo in una parte di un documento (inclusi resoconti giornalistici) che apparentemente non ha nulla a che fare con le vicende di Epstein e Maxwell".
Anche il nome di un imprenditore italiano nella lettera di 6 pagine
Nella lista diffusa nei giorni scorsi dal DOJ c'è anche il nome di un imprenditore italiano: Paolo Zampolli, 55 anni. Meno di un anno fa era stato nominato da Trump come "inviato speciale in Italia per le partnership globali".

Imprenditore di successo nell'ambito della moda, Zampolli è l'uomo che presentò a Donald Trump la sua attuale moglie Melania. Il suo nome compare in ben 18 dei documenti presenti nella libreria degli Epstein Files.
Perché la lista ha fatto scoppiare le polemiche
Il deputato Ro Khanna, coautore della legge che ha imposto la pubblicazione dei file, ha affermato che il Dipartimento di Giustizia, pubblicando l'elenco di oltre 300 nomi, sta "intenzionalmente confondendo le acque su chi era effettivamente un predatore e chi è stato menzionato soltanto in un'e-mail".
"È assurdo che Janis Joplin, morta quando Epstein aveva 17 anni, sia nella stessa lista di Larry Nassar, finito in prigione per abusi sessuali su centinaia di giovani donne e pornografia infantile, senza che venga chiarito come entrambi siano stati menzionati nei fascicoli", ha aggiunto.
La deputata repubblicana Nancy Mace, sostenitrice delle vittime di Epstein, ha attaccato duramente il Dipartimento di Giustizia in un post sui social media, sostenendo che "mancano dei nomi nella lista resa pubblica".
Da quando i fascicoli sono stati resi pubblici, il Dipartimento è stato duramente criticato dalle vittime di Epstein e dai membri del Congresso per le incoerenti censure di nomi e dettagli nei milioni di documenti pubblicati.
Alcuni membri del Congresso che avevano visionato le versioni non censurate dei documenti hanno poi affermato che il Dipartimento di Giustizia stava proteggendo uomini potenti, il che li ha spinti a desecretare altri nomi-
Il 30 gennaio scorso sono stati resi pubblici più di 3 milioni di documenti relativi al finanziere, tra cui scambi di e-mail, più di 2mila video e 180mila immagini.