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Chi era Rubina Aminian, la studentessa curda uccisa nelle proteste in Iran con uno sparo alla nuca

Rubina Aminian è diventata il volto delle proteste antigovernative e della repressione in Iran: 23 anni, studentessa di design tessile, è stata uccisa con un colpo ravvicinato alla nuca mentre manifestava per strada. La sua storia raccontata da Iran Human Rights.
A cura di Ida Artiaco
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Il suo sorriso è diventato il simbolo delle proteste contro il regime in Iran, durante le quali sono già morte oltre 500 persone. L'immagine di Rubina Aminian, 23enne studentessa curda di Design tessile, originaria di Marivan, freddata con un solo colpo alla nuca "a distanza ravvicinata", mentre era per strada con tanti giovani come lei, a manifestare contro il governo, è diventata virale, condivisa su tutte le piattaforme social, proprio come era stato qualche anno fa per Mahsa Amini. Secondo Iran Human Rights, ONG con sede in Norvegia, che ne ha diffuso la storia, dal momento che è una delle poche vittime ad essere stata identificata, il suo decesso risalirebbe a giovedì scorso.

Rubina aveva lasciato l'università, che frequentava allo Shariati College di Teheran, per partecipare alle proteste. "Fonti vicine alla famiglia della ragazza, citando testimoni oculari, hanno riferito a Iran Human Rights che la giovane curda di Marivan è stata colpita a distanza ravvicinata da dietro, con il proiettile che le ha colpito la testa", ha dichiarato l'organizzazione in una nota. Ha aggiunto che la famiglia della 23enne si è recata dalla propria casa a Kermanshah, nell'Iran occidentale, nella Capitale, per identificare il suo corpo tra "i corpi di centinaia di giovani", quasi tutti di età compresa tra i 18 e i 22 anni. "Non si trattava solo di mia figlia; ho visto centinaia di corpi con i miei occhi", avrebbe detto la mamma della giovane, secondo la ONG.

Inizialmente alla famiglia non sarebbe stato permesso di identificare il corpo di Rubina e "neanche di portarlo via", quando ci sono riusciti e sono tornati a casa "hanno scoperto che le forze dell’intelligence avevano circondato la loro casa e che non era stato loro permesso di seppellirla". Secondo fonti vicine a Rubina Aminian, i genitori sono stati costretti a seppellire il suo corpo lungo la strada tra Kermanshah e Kamyaran.

Parlando alla CNN, lo zio di Aminian, Nezar Minouei, l'ha descritta come "una ragazza forte, una ragazza coraggiosa, e non era una persona che si poteva controllare e per la quale si potevano prendere decisioni. Ha combattuto per cose che sapeva essere giuste e ha lottato duramente. Aveva sete di libertà, sete dei diritti delle donne, dei suoi diritti", ha aggiunto.

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