I servizi di intelligence dell'Occidente hanno identificato il nuovo leader dell'Isis, che si fa chiamare "Califfo Abu Ibrahim". Si tratta, secondo la stampa internazionale e in particolare il quotidiano inglese The Guardian, di Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi, tra i fondatori del Califfato. Originario di Tal Afar, in Iraq, arriva da una famiglia di turkmeni e sulla sua testa pende già una taglia da 5 milioni di dollari spiccata dal Dipartimento di Stato americano. È lui ad aver preso in mano le redini dello Stato Islamico dopo l'uccisione di Abu Bakr al-Baghdadi avvenuta lo scorso ottobre nel corso di un raid Usa nel nordovest della Siria. Secondo quanto ricostruito dagli esperti, al-Salbi ha guidato la campagna contro la minoranza yazidi e ha supervisionato le operazioni in tutto il mondo messe in atto dai seguaci del gruppo terroristico.

Il nome annunciato dal gruppo per il nuovo leader all'epoca fu di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi, un nome di battaglia non riconosciuto da altri leader o dalle agenzie d'intelligence. Ma nei tre mei dal raid che ha ucciso al Baghdadi, la figura di Al Salbi è stata tratteggiata dalle spie occidentali e locali, che lo hanno messo al centro del processo decisionale e lo dipingono come un veterano incallito proprio come il suo predecessore, dotato di una fiducia incrollabile nel gruppo estremista. Laureato in legge islamica all'università di Mosul, è fautore della linea dura ed è uno dei pochi non arabi della leadership dell'Isis.  Nel 2004 è stato imprigionato dalle forze Usa nel carcere di Camp Bucca nel sud dell'Iraq dove ha incontrato al Baghdadi. Si ritiene che abbia almeno un figlio.