Per giorni ha fatto ricerche mirate su google con parole chiave come “impiccare” e “monossido di carbonio”, poi un giorno ha legato dei guinzagli da cane a una trave di casa e ha impiccato i suoi due figlioletti, un bimbo di 8 anni e una bimba di 4 anni. Per quel duplice delitto avvenuto nel dicembre 2019 nella loro casa di Bucks County, ora la 37enne americana Lisa Snyder è sotto processo in un tribunale della Pennsylvania davanti al quale i suoi avvocati hanno chiesto di non prendere in considerazione quelle ricerche ai fini del giudizio.

Una richiesta a cui si sono opposti i pubblici ministeri secondo i quali proprio in quelle ricerche c’era la volontà omicida della donna e soprattutto la prova che è stato un delitto premeditato e non di impulso. Secondo i documenti del tribunale, nelle settimane prima della morte dei piccoli Conner e Brinley, avvenuta dopo giorni di agonia in ospedale, la donna ha cercato su internet frasi come "monossido di carbonio in una macchina quanto tempo per morire", "impiccarsi" e "Sono quasi riuscito a farla franca con i migliori episodi", una serie americana che parla di delitti realmente avvenuti.

Frasi drammatiche che alla luce di quanto accaduto: la donna la notte delle impiccagioni infatti la donna avrebbe detto ai soccorritori che suo figlio era stato vittima di bullismo e aveva minacciato il suicidio e sviando così le indagini. Per gli avvocati Snyder ha una "storia cronica di gravi disturbi mentali e la malattia le dava un "desiderio di proteggere i suoi figli dai sentimenti di abbandono e di alleviare le situazioni dolorose che stavano vivendo in quel momento". La donna deve rispondere anche di accuse di crudeltà sugli animali e bestialità perché durante le indagini sulla morte dei bambini, gli inquirenti hanno trovato sullo stesso telefono con cui ha fatto quelle ricerche delle immagini sessualmente esplicite in ci si vede la donna che fa sesso con il cane di famiglia.