Scoppiano le proteste in Kentucky dopo la sentenza del gran giurì che non ha condannato alcun agente per la morte dell'afroamericana Breonna Taylor. La giovane è stata uccisa da 3 agenti che stavano effettuando una perquisizione in casa sua, dopo aver fatto irruzione in piena notte. I fatti sono successi a Louisville lo scorso 13 marzo. Il gran giurì ha deciso di non condannare due dei tre agenti coinvolti, mentre un terzo agente è stato incriminato non per la morte della 26enne, ma per condotta negligente, avendo sparato nella direzione di una casa nelle vicinanze mettendo a rischio la vita di altre persone.

Il verdetto ha fatto esplodere la rabbia per le strade, quando mancano poco più di 40 giorni alle elezioni: dopo 100 giorni di proteste, in cui Breonna Taylor è divenuta uno dei simboli delle proteste di Black Lives Matter, la mancata condanna dei poliziotti ha spinto i manifestanti a scendere in piazza in diverse città Usa, da Washington Dc a New York, oltre a Louisville. "No giustizia, no pace", intonano alcuni manifestanti nella capitale Usa vicino alla piazza Black Lives Matter. In centinaia si sono riuniti davanti al Barclays Center di Brooklyn, a New York, reclamando giustizia per l'uccisione dell'afroamericana. Simili proteste sono state organizzate a Los Angeles, Philadelphia, Kansas City e Indianapolis.

Gas lacrimogeni sono stati utilizzati contro il manifestanti ancora prima dell'entrata in vigore del coprifuoco a Louisville, scattato alle 21:00. Sono stati anche feriti due agenti, ma non in modo grave: sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. La polizia di Louisville ha comunicato che uno degli agenti è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Un sospettato di aver aperto il fuoco è stato fermato.

La sentenza ha avuto anche il plauso del presidente Usa Donald Trump, che ha definito una "star" il procuratore del Kentucky, Daniel Cameron, aggiungendo che "La giustizia non è facile". Il candidato democratico alla presidenza, Joe Biden, esorta i manifestanti a "non macchiare" con violente proteste la memoria di Breonna Taylor. "Sono consapevole che la decisione" del gran giurì per molti non è una risposta alla morte della giovane: "so che molta gente è frustrata e ha il diritto di manifestare pacificamente, ma la violenza non è mai accettabile".