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Conflitto in Ucraina
21 Settembre 2022
16:07

Breccia: “I referendum di Putin sono una farsa, servono a difendere con l’atomica territori annessi”

Il professor Gastone Breccia: “Putin vuole trasformare i territori occupati di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia in madrepatria russa. Poi si sentirà legittimato a difenderli in ogni modo, anche l’impiego di armi nucleari”.
Intervista a Gastone Breccia
Storico ed esperto di teoria militare.
A cura di Davide Falcioni
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Conflitto in Ucraina

Dopo aver annunciato dei "referendum" nei territori occupati di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, questa mattina il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato una mobilitazione parziale in Russia.

Nonostante le sconfitte subite sul campo negli ultimi giorni il Cremlino non ha mostrato nessun cedimento, confermando – al contrario – che gli "obiettivi dell'operazione speciale" rimangono invariati. Non solo: Putin ha evocato esplicitamente della minaccia nucleare qualora la Russia venisse attaccata.

Insomma, nell'attesissimo discorso di stamattina il leader russo non ha concesso nessuna apertura a una trattativa (come invece aveva ipotizzato il premier turco, Erdoan ieri), "L'occidente vuole distruggere la Russia come l'Urss", ha detto. "Coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari dovrebbero sapere che le abbiamo anche noi". Le parole di Putin hanno, dunque, allontanano ancora una volta non solo la pace, ma anche un cessate il fuoco finalizzato a condurre dei negoziati. Degli intenti del Cremlino Fanpage.it ha parlato con il professor Gastone Breccia, storico ed analista militare.

Il professor Gastone Breccia
Il professor Gastone Breccia

Come giudica gli eventi delle ultime 24 ore?

Siamo tutti angosciati. In questo momento paragonerei Putin a un giocatore di poker: ha alzato tantissimo la posta, ma potrebbe anche trattarsi di un bluff. Di certo la sua è stata una mossa molto astuta, seppur dettata da una situazione disperata sia sul campo di battaglia che, molto probabilmente, sul fronte politico interno.

Ieri il Cremlino ha indetto dei referendum nei territori ucraini occupati. Questa mattina Putin ha annunciato la mobilitazione parziale. Che succede ora?

Tutti gli analisti coi quali ho avuto modo di confrontarmi in queste ore – inglesi, americani, tedeschi e persino russi – sono concordi nel giudicare quei referendum una farsa. Lo scopo di Putin è chiaro: vuole trasformare i territori occupati di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia in madrepatria russa, e non importa se quel voto non avrà nessuna legittimità internazionale e non verrà validato dall'ONU. Tra pochi giorni per Putin quei territori saranno russi, e di conseguenza si sentirà legittimato a difenderli in ogni modo. Ricordo che i manuali di dottrina militare russa prevedono – nero su bianco – anche l'impiego di armi nucleari per difendere il proprio Paese in caso di attacco. Dal mio punto di vista potrebbe trattarsi di un bluff attentamente congegnato: non credo che il capo del Cremlino utilizzerà armi atomiche quando gli ucraini tenteranno di liberare Kherson. Però chi avrà il coraggio di verificare?

Izium, Ucraina
Izium, Ucraina

Cosa sono le armi nucleari tattiche?

Si tratta di ordigni previsti per un impiego tattico, cioè pensati per essere utilizzati sul campo di battaglia danneggiando direttamente gli eserciti che stanno combattendo, e non per colpire a grandi distanze città o retrovie; in quel caso si parla di armi nucleari strategiche. Il termine "tattico" è però abbastanza ambiguo perché si potrebbe pensare a queste bombe solo come ad armi dalla potenza limitata. In realtà, invece, essa può arrivare a ben 150 kilotoni. Considerate che a Nagasaki gli americani ne sganciarono una da 25 kilotoni, equivalenti a 25mila tonnellate di tritolo.

Secondo lei cosa farà la Nato, a questo punto?

È la domanda che ci stiamo ponendo tutti. La mia impressione è che gli ucraini non si faranno spaventare e naturalmente andranno avanti e continueranno a tentare di avanzare soprattutto a Zaporizhzhia, nel Donbass e a Kherson. Per quanto riguarda la Nato mi risulta sia stato fatto capire a Putin che a qualsiasi impiego di armi nucleari si replicherà in maniera simmetrica. Comunque vada la prospettiva è spaventosa.

Poche ore prima dell'annuncio dei referendum e del discorso di Putin, Erdogan aveva dichiarato che la Russia vuole finire la guerra. Perché l'ha detto?

Mi sono interrogato parecchio in proposito. Sebbene non abbia nessuna stima di Erdogan, sono anche convinto che sia un politico tutt'altro che sprovveduto che – quando parla – lo fa a ragion veduta. Allora, perché si è espresso in questo modo? Forse perché, nella sua lettura degli eventi, la mossa del referendum potrebbe essere per Putin un modo per "congelare" la situazione. Il leader russo potrebbe dichiarare l'annessione – seppur illegale – dei territori di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, poi dichiarare conclusa l'operazione militare. A quel punto potrebbe rivendicare di aver ottenuto quello che voleva, chiedere un "cessate il fuoco" e intavolare una trattativa. Chiaramente Putin dovrebbe comunque offrire qualcosa agli ucraini, e lì secondo Erdogan dovrebbe entrare in gioco la diplomazia: si comincerebbe a mercanteggiare, lasciando alla Russia la Crimea e le cosiddette repubbliche di Donetsk e Lugansk ma abbandonando gli altri oblast occupati. Penso che le parole di Erdogan si possano intendere solo in questo senso.

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