Bomba a Bangkok, 22 morti e 123 feriti. Diffusa foto del presunto attentatore

UPDATE ore 10.20 – Le forze di sicurezza thailandesi hanno diffuso la foto dell'uomo sospettato di aver compiuto l'attentato presso il santuario Erawan di Bangkok, preso dai filmati delle telecamere di sicurezza. Nel fermo immagine si intravede un giovane dai capelli mossi e con gli occhiali, vestito con una t-shirt gialla, entrare nel complesso dell'Erawan alle 18:52 (tre minuti prima dell'esplosione) con uno zaino in spalla, con ogni probabilità contenente l'ordigno.
E' di 22 morti e 123 feriti il bilancio dell'attacco terroristico che ieri ha sconvolto il centro di Bangkok: una bomba è stata fatta esplodere davanti a un tempio indù, in una zona commerciale molto frequentata della capitale thailandese. Tra le vittime ci sono anche otto cittadini stranieri: si tratta di 5 cinesi, 2 malesi e un filippino. Il capo della giunta militare al potere, il generale Prayuth Chan-ocha, ha reso noto che è stato identificato, grazie alle telecamere disposte nella zona, il sospetto autore matriale della carneficina, l'uomo che ha materialmente piazzato l'ordigno.
Le autorità di polizia hanno spiegato che l'esplosione è avvenuta intorno alle 19, ora locale, ed è stata causata da una bomba contenente 5 chili di tritolo e nascosta sotto una panchina all'esterno del tempio. Una telecamera nelle vicinanze ha ripreso il momento della deflagrazione che ha causato l'incendio di alcuni motorini e taxi di passaggio, travolgendo le decine di visitatori del santuario Erawan, ogni giorno meta di migliaia di thailandesi e di turisti, in particolare cinesi. Gli artificieri hanno anche disinnescato un altro ordigno e trovato una terza bomba inesplosa.
L'attentato non è ancora stato rivendicato da nessuna organizzazione, anche se le autorità militari hanno accusato le opposizioni politiche interne al paese di aver architettato la strage. In Thailandia governa una giunta militare dal maggio del 2014, quando il governo venne deposto. Secondo il ministro della difesa obiettivo degli attentatori era prendere di mira gli stranieri per danneggiare il turismo e, di conseguenza, una fetta importante dell'economia del paese. Il capo di Stato maggiore e vice ministro della Difesa, il generale Udomdej Sitabutr, ha escluso la possibilità della matrice islamica. "La tecnica impiegata per l'attentato non corrisponde alle tecniche abituali impiegate dai ribelli islamisti separatisti del sud".


