Badante di 25 anni violenta la 70enne che doveva accudire e poi accusa lei: “Mi ha aggredito”

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Fazli Qadeer
Un badante di 25 anni è stato condannato a 12 anni di carcere a Bristol, in Regno Unito, per aver violentato una donna di 70 anni, costretta a letto, durante un turno di lavoro. Dopo l’arresto aveva negato tutto, arrivando ad accusare la vittima di averlo aggredito sessualmente.

Ha aspettato che i familiari fossero fuori casa, poi è entrato nella stanza della donna che avrebbe dovuto assistere. La 70enne, costretta a letto e descritta in aula come "estremamente vulnerabile", si è trovata sola con il suo caregiver. Fazli Qadeer, 25 anni, è salito sul suo letto, le ha detto di "amarla" e di "volerla sposare", prima di violentarla. Ora dovrà scontare 12 anni di carcere.

La violenza è avvenuta nell'agosto del 2025 a Bristol, nel Regno Unito. Qadeer, originario di Peshawar, in Pakistan, si trovava nel Paese con un visto per studenti. Aveva raggiunto il fratello per frequentare l'università e, per mantenersi, aveva iniziato a lavorare come caregiver.

Secondo quanto ricostruito durante il processo alla Corte di Bristol, il 25enne sapeva che quel giorno i familiari della donna non sarebbero stati presenti. È entrato nella sua stanza e si è avvicinato al letto. Dopo averle detto di amarla e di volerla sposare, l'ha baciata sulle labbra e le ha toccato il seno. L'aggressione è poi proseguita con una violenza sessuale prolungata, compreso uno stupro orale.

Dopo l'arresto Qadeer ha negato di aver violentato la donna. In tribunale ha fornito una versione ancora più sorprendente, sostenendo che fosse stata la 70enne, costretta a letto, ad aggredirlo sessualmente. La giuria lo ha riconosciuto colpevole di stupro.

Durante l'udienza per la condanna, l'avvocata della difesa Jemima Lovatt ha parlato dell'infanzia del 25enne, riferendo che Qadeer era cresciuto, a suo dire, "in circostanze difficili, intorno a molta violenza e a una cultura della paura". La legale ha inoltre riferito che, dopo la condanna, l'uomo avrebbe raccontato alla propria famiglia di essere stato vittima di uno stupro quando era bambino.

La difesa ha anche sostenuto che Qadeer avrebbe interpretato la cordialità della vittima nei suoi confronti in modo diverso a causa del proprio "background culturale". Si tratta della ricostruzione fornita dalla difesa durante il procedimento.

La giudice Sarah Regan, nel pronunciare la sentenza, ha riconosciuto che Qadeer era incensurato e che erano state presentate numerose lettere sulle sue precedenti attività di volontariato e di aiuto agli altri. Ma ha sottolineato la gravità di quanto accaduto, affermando che era "difficile comprendere il motivo" dell'aggressione se non pensando che l'uomo avesse agito "semplicemente perché poteva".

A raccontare in aula le conseguenze della violenza è stata anche la vittima. Ha spiegato che Qadeer le ha "portato via la libertà" e che da allora soffre di "forti incubi" e non riesce a dormire. I rumori la fanno paura perché teme che l'uomo possa tornare e ucciderla.

La donna ha raccontato di aver iniziato a mettere in discussione anche i rapporti con amici uomini che conosce da tutta la vita. A causa dello stress le è stato prescritto del diazepam.

"Non sappiamo ancora se lo abbia fatto a qualcun'altra prima, ma so di aver impedito che accadesse di nuovo", ha detto la donna.

Oltre ai 12 anni di carcere, per Qadeer è stato disposto un ordine restrittivo che gli vieta di contattare la vittima. Il Ministero dell'Interno britannico esaminerà inoltre il suo status di immigrazione al termine della pena.

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