Babysitter rinchiudeva bimbo autistico in casa e andava a lavorare con altri bimbi: condannata a un anno in Francia
Era stata incaricata dal padre del bambino di accudire il minore, autistico non verbale, per tutta la settimana in sua assenza, alternandosi con un'altra donna, ma la giovane baby-sitter lo aveva rinchiuso a chiave nella sua stanza lasciandolo da solo per ore e andandosene a lavorare in altre case e con altri bimbi. Per questo una giovane 26enne francese è stata condannata nei giorni scorsi da un tribunale di Parigi a un anno di reclusione per abbandono di minore anche se con sospensione condizionale della pena che le eviterà così il carcere.
I fatti contestati risalgono al giugno dello scorso anno quando alcuni vicini di casa del bambino allertarono la polizia spiegando che sentivano urla e pianti di bambini che battevano contro il muro e rumori preoccupanti che provenivano dall'appartamento vicino. Quando la polizia intervenne sul posto, la sera del 27 giugno del 2025, e fece irruzione in casa, si trovò davanti a una scena agghiacciante.
Il bambino di 11 anni era completamente nudo, rinchiuso a chiave nella sua stanza bloccata dall'esterno con un chiavistello e un lenzuolo legato alla porta opposta. "L'odore era soffocante e a malapena sopportabile", hanno annotato i soccorritori nel loro rapporto aggiungendo che nella stanza vi erano residui di cibo e feci.
Della baby-sitter non vi era nessuna traccia fino a quando la stessa 26enne si presentò in centrale spiegando che aveva dovuto allontanarsi per circa un'ora per ritirare i suoi farmaci per il diabete. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, attraverso l'analisi del suo telefono, si è scoperto che in realtà la giovane donna era stata via per tutta la serata per andare a svolgere altri lavori di baby-sitter in altre abitazioni.
Non solo, quella di lasciarlo rinchiuso in casa era diventata un'abitudine quotidiana visto che durante la settimana lo aveva lasciato più volte da solo e fino a 10 ore in una giornata per dedicarsi ad altri lavori. "È una giovane donna che si è trovata di fronte a una situazione che non era in grado di gestire, quindi è scappata" ha sostenuto il suo avvocato, aggiungendo che "È inaccettabile che un padre affidi un figlio autistico a una persona non qualificata per una settimana".
"Se il bambino è stato rinchiuso in una stanza in condizioni antigieniche, è perché è disabile. Se ha abbandonato il minore è perché ha deciso di guadagnare soldi facendo altri lavori di babysitter sapendo che lui non l'avrebbe denunciata dato che non poteva parlare", ha replicato l'avvocato del piccolo. Per la 26enne è scattato il divieto permanente di lavorare con minori.