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Aviaria killer in Cina: 14 morti e 63 contagi

Cresce il bilancio del virus H7N9 in Cina, dove l’infezione è arrivata anche a Pechino e nella provincia centrale dello Henan. Virus riscontrato nella capitale in una bambina di 7 anni e uno di 4, che non ha sintomi.
A cura di Susanna Picone
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Cresce il bilancio del virus H7N9 in Cina, dove l’infezione è arrivata anche a Pechino e nella provincia centrale dello Henan. Virus riscontrato nella capitale in una bambina di 7 anni e uno di 4, che non ha sintomi.

L’aviaria si diffonde in Cina dove il bilancio delle vittime per il virus è salito a quota 14. L’ultima persona risultata positiva al test dell’H7N9 è deceduta domenica notte, era una donna di 77 anni. Il numero totale dei casi di contagio da nuovo virus è invece salito a 63. Per ora i casi sembrano rimanere confinati in Cina, a Shangai, nello Jiangsu, nello Zhejiang, nell’Anhui, e ultimamente anche nello Henan e a Pechino. Le autorità sanitarie ritengono che la nuova influenza si stia diffondendo attraverso il contatto con uccelli infetti, e anche per l'Organizzazione Mondiale della Sanità non c'è ancora evidenza che il virus si trasmetta da uomo a uomo. I vari casi di infezione non sembrano collegati tra di loro e secondo Michael O’Leary, rappresentante dell’Oms in Cina, non c’è modo di prevedere la diffusione futura.

I due casi di contagio nella capitale – L’aviaria è, intanto, arrivata sabato scorso a Pechino dove una bambina di 7 anni è stata ricoverata: la piccola è figlia di commercianti di uccelli per cui è stata sicuramente a contatto con i volatili. I suoi genitori sono stati messi in quarantena ma per ora non presentano i sintomi dell’influenza. Poi un altro caso, sempre a Pechino, ha riguardato un bambino di 4 anni che, pur essendo stato contagiato ed essendo stata confermata in lui la presenza del virus, non ha alcun sintomo influenzale. Il piccolo avrebbe contratto il virus da un pollo acquistato dalla famiglia della bambina di 7 anni. Il portatore è stato scoperto dopo che le autorità hanno controllato una trentina di persone entrate in contatto con i polli provenienti dal negozio incriminato.

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