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Autista bus insegue lo scippatore e lo picchia, polizia lo scagiona ma viene licenziato: “Abbandono del mezzo”

La storia di un autista di autobus londinese che, dopo aver recuperato una collana di una passeggera, è stato licenziato dall’azienda per grave negligenza: “Abbandono del mezzo acceso e uso eccessivo della forza”.
A cura di Antonio Palma
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Un autista di autobus londinese è stato licenziato dall’azienda di trasporto dopo aver inseguito e picchiato uno scippatore per recuperare la collana che il malvivente aveva strappato via a una passeggera del mezzo poco prima. Nonostante l’impresa dell’autista gli era valso addirittura l’appellativo di “eroe” da parte dei passeggeri e la polizia lo avesse scagionato senza accuse, la ditta di trasporti infatti ha giudicato il suo gesto sproporzionato e oltre i compiti attribuiti, licenziandolo per abbandono del mezzo.

I fatti risalgono al giugno del 2024 quando l’autista Mark Hehir fu sospeso ma, dopo ricorsi e contro ricorsi, per lui ora è scattato il licenziamento definitivo in seguito a un processo disciplinare, confermato dal Tribunale. Per la ditta di trasporti, infatti, "ha gettato discredito sulla compagnia aggredendo fisicamente un passeggero" e inoltre "non ha protetto la sua sicurezza e quella dei suoi passeggeri lasciando l'autobus incustodito con il motore acceso inseguendo un aggressore".

Al momento dei fatti, Hehir stava guidando l'autobus 206 della Metroline, che collega Wembley e Maida Vale, nella zona nord-ovest di Londra. Quel giorno vide lo scippatore strappare la collana a una passeggera e fuggire all’altezza di una fermata. Senza pensarci, scese subito dal mezzo e inseguì il ladro riuscendo a recuperare la refurtiva. Il ladro però era tornato indietro verso il mezzo innescando una discussione durante la quale l’autista lo aveva colpito con un pugno facendogli perdere i sensi.

La polizia lo aveva inizialmente fermato insieme al ladro ma poi lo aveva rilasciato senza nessuna accusa stabilendo che era legittima difesa. “Ha fatto ricorso alla forza, ma proporzionata e necessaria alle circostanze, per difendere sé stesso e la passeggera" recitava il rapporto di polizia. “Ho agito istintivamente correndo dietro all'uomo ma ho lasciato le portiere aperte e il freno a mano tirato” ha dichiarato l’autista.

Giustificazioni che non sono servite però ad evitare il licenziamento per grave negligenza, confermato dal tribunale. Secondo l’azienda, l’autista non doveva allontanarsi dal bus e inoltre non avrebbe dovuto colpire il ladro che era tornato indietro, perché non era minaccioso.

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