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Continua la significativa crescita di nuovi casi di coronavirus in Tunisia, dove negli ultimi due giorni sono stati registrati altri 996 contagi, che portano il totale delle infezioni confermate nel Paese nordafricano a quota 10.732. A renderlo noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che il bilancio dei decessi è salito a 159, di cui 4 nei giorni 18 e 19 settembre. 8.191 sono le persone che risultano ancora positive, di cui 198 in ospedale, 70 in rianimazione e 28 in respirazione assistita.

Nel frattempo le autorità sanitarie oltre a rinnovare gli appelli a indossare le mascherine e rispettare il distanziamento fisico hanno annunciato che d'ora in poi verranno testati sistematicamente solo i sintomatici. "La situazione legata alla pandemia di coronavirus potrebbe peggiorare entro un mese se i tunisini non si impegnano a rispettare le regole di prevenzione stabilite nel protocollo sanitario generale" – ha detto il membro del Comitato scientifico per la lotta al coronavirus, Habib Ghédira, criticando il lassismo dei cittadini che non rispettano le misure di prevenzione previste dal protocollo sanitario, in particolare negli spazi chiusi (bar, ristoranti, amministrazioni pubbliche, locali per cerimonie nuziali e altri eventi). Ghédira ha inoltre sottolineato che occorre restare vigili e prendere le precauzioni necessarie per prevenire la diffusione del virus. "La situazione epidemica è allarmante visto il numero record di casi di infezioni da coronavirus registrato negli ultimi giorni in Tunisia e l'aumento del numero di morti", ha sottolineato l'esperto, aggiungendo che gli ospedali pubblici saranno presto sovraffollati a causa dell'aumento del numero di pazienti. I tamponi effettuati da inizio epidemia sono 200.459. Dal 26 agosto scorso per entrare in Tunisia, a prescindere dal Paese di provenienza, è necessario esibire un test Covid-19 negativo effettuato nelle 72 ore precedenti al primo imbarco e che non superi comunque le 120 ore al momento dell'ingresso nel Paese.

Più di 5mila migranti tunisini arrivati in Italia

L'aumento dei casi di coronavirus preoccupa non solo le autorità sanitarie tunisine: dal paese nordafricano infatti negli ultimi mesi si è registrato un forte aumento delle partenze. L’aumento degli sbarchi di migranti tunisini verso l'Italia sarebbe direttamente collegato alla grave crisi economica e politica in corso, che è ulteriormente peggiorata durante l’epidemia da coronavirus. Secondo i dati del ministero dell’Interno italiano, dal primo gennaio al 31 luglio i migranti arrivati via mare in Italia sono stati 13.710,  5.357 dei quali sono tunisini arrivati per lo più con sbarchi autonomi.  Nell'ambito della lotta al fenomeno della migrazione clandestina le autorità tunisine hanno bloccato negli ultimi giorni diverse traversate verso le coste italiane in vari punti del Paese, fermando complessivamente 89 persone. A riferirlo il ministero dell'Interno di Tunisi precisando che la Guardia costiera ha tratto in arresto nella notte tra il 18 e il 19 settembre a Monastir 4 tunisini, a Hammam Lif altri 8, a Nabeul 9, sempre a Nabeul altri 8, a Djerba 12, a Gabes 14, a Zarzis 21, a Houmt Souk (Djerba) 3, ancora a Djerba altre 9 persone, oltre all'organizzatore della traversata.