È passato quasi un mese dall'attentato di Nizza quando il tunisino Brahim Aoussaoui ha assaltato alcuni fedeli nella cattedrale di Notre Dame uccidendo tre persone con un coltello prima di essere ferito e arrestato dai poliziotti ma persiste il mistero sia sulle motivazioni esatte che hanno spinto il giovane tunisino ad agire, sia sulla possibile presenza di complici o di una rete di sostenitori. La polizia francese è sicura che a spingerlo alla strage sia stato l'integralismo islamico sia per i messaggi e le foto ritrovare sul suo cellulare sia per la frase Allahu akbar ripetuta finanche sulla barella. Su come abbia maturato l'azione, però, molto dipenderà da quanto sta emergendo dall'inchiesta italiana che cerca di ricostruire nei minimi dettagli il lungo viaggio dell'uomo nel nostro Paese.

Lo sbarco a Lampedusa, la quarantena a Bari e il ritorno in Sicilia

Aoussaoui era sbarcato a Lampedusail 20 settembre scorso su un barcone carico di migranti su cui era salito grazie a un baratto, offrendo il carburante per l'imbarcazione. Durante i giorni della quarantena sanitaria a bordo della nave Rhapsody a Bari diceva continuamente di voler andare in Francia dove aveva dei parenti ma a Nizza è entrato in azione appena due giorni dopo il suo arrivo e solo dopo un lungo viaggio attraverso la Penisola. Un comportamento comunque non lineare visto che da Bari non è andato subito verso nord nonostante un foglio di via che gli era stato consegnato ma è risceso in Sicilia dove è rimasto per diversi giorni  lavorando nei campi come raccoglitore di olive aiutato da alcuni conoscenti della madre.

Brahim Aoussaoui e la partenza vero la Francia

Come ricostruisce il Corriere della Sera, la partenza vero la Francia è iniziata solo martedì 27 ottobre a bordo dell’Intercity che da Roma Termini lo ha portato verso Genova. Nella Capitale Aoussaoui era arrivato poche ore prima , nel prima mattinata dello stesso giorno, allo scalo di Roma Tiburtina sceso da un autobus di linea proveniente da Palermo via Catania. Un viaggio lungo e in apparenza solitario perché in quelle poche ore a Roma è stato ripreso più volte sia in strada che nella metropolitana e in bar ma per ora gli inquirenti italiani non avrebbero raccolto alcun elemento che indichi eventuali complici o accompagnatori.

L'arrivo a Nizza poche ore prima dell'attentato

Dal capoluogo ligure si è diretto poi verso Ventimiglia, infine il passaggio in Francia su cui però resta da indagare. In Francia è stato avvistato alla stazione di Nizza prima delle 16 del 27. Il giorno prima dell'attacco infine è stato filmato dalle telecamere a circuito chiuso mentre passeggiava per lo stesso quartiere della cattedrale e sicuramente è stato visto vicino al luogo di culto. Ha trascorso la notte prima dell'attentato in un dormitorio prima di raggiungere la stazione la mattina presto e mettere in atto il suo piano. Una sequenza insolita per un lupo solitario e su cui per ora il killer non può dare una risposta, finito in coma e trasferito in terapia intensiva a Parigi.