Un guardiano indigeno di una riserva nello Stato amazzonico di Maranhao, nel nord-est del Brasile, è stato ucciso e un capo indigeno è rimasto gravemente ferito in un conflitto con i taglialegna. Il segretariato dei diritti umani di Maranhao ha riferito che l'attacco è avvenuto ieri sera nella riserva di Arariboia, nel comune di Bom Jesus das Selvas, dove vivono tre popolazioni indigene: Awà Guajà, Guajajara e alcuni Awà. Paulo Paulino Guajajara, membro di un gruppo chiamato "Guardiani della foresta", responsabile della supervisione, della cura e della protezione dell'Amazzonia, è stato ucciso durante lo scontro violento con i taglialegna. Lo ha riferito da Greenpeace Brasile in un tweet in cui esprime il suo rammarico per l'accaduto.

Inoltre, il leader indigeno Laercio Souza Silva è gravemente ferito mentre un taglialegna risulta disperso. "Paulino Guajajara – si legge in un nota – è l'ultima vittima dell'incapacità dello Stato brasiliano di adempiere al suo dovere costituzionale di proteggere le terre indigene". L'omicidio sarebbe avvenuto durante agguato dei taglialegna all'interno del territorio indigeno di Arariboia. "Di fronte all'incapacità dello Stato di proteggere i territori indigeni – afferma l'associazione ambientalista -, i ‘Guardiani della foresta' hanno assunto questo ruolo per se stessi e tutti i rischi ad esso associati. Invase da accaparratori di terra e taglialegna, le terre indigene di Maranhao sono state teatro di una lotta asimmetrica, in cui piccoli gruppi di Guardiani scelgono di difendere, spesso con le loro vite, l'integrità dei loro territori. Paulino e Laercio – conclude la nota – sono le ultime vittime di uno stato che rifiuta di conformarsi alla Costituzione federale".