I casi di coronavirus in Germania stanno nuovamente aumentando in maniera esponenziale, con un incremento del 20% nella scorsa settimana dovuto all'allentamento delle restrizioni. A lanciare l'allarme nei giorni scorsi è stato il Robert Koch Institute: "Ci sono segnali chiari, la terza ondata della pandemia è già iniziata in Germania. Sono molto preoccupato. Distanziamento e mascherine sono ancora necessari" ha dichiarato Lothar Wieler, capo dell'istituto Robert Koch. A fargli eco due giorni fa sono stati i medici di terapia intensiva tedeschi, che in una nota hanno chiesto al governo di tornare subito al lockdown. "Alla luce dei dati del contagio, che mostrano un aumento delle infezioni da Covid e la diffusione della variante britannica, noi peroriamo con forza la causa di un ritorno al lockdown per evitare una terza ondata forte della pandemia".

La situazione è quindi allarmante e all'elenco degli esperti che chiedono provvedimenti immediati si aggiunge il virologo Christian Drosten, che in un'intervista rilasciata allo Spiegel si è detto rammaricato degli sviluppi riguardanti il vaccino AstraZeneca ed ha spiegato che la variante inglese è ormai dominante. "Poco dopo Pasqua avremo una situazione come quella dello scorso Natale", ha detto Drosten, aggiungendo che la situazione diventerà presto "drasticamente più difficile" a causa della mutazione del virus. Sarà particolarmente "complicato" soprattutto per i cittadini non vaccinati dai 50 anni in su, che saranno esposti a rischi significativamente più alti di sviluppare la malattia. Riguardo il presunto accumulo di trombosi in seguito a cui è stata sospesa la somministrazione del vaccino AstraZeneca, Drosten ha detto che "ovviamente si tratta di eventi da prendere sul serio e studiare", ma che non vanno escluse cause del tutto slegate alla campagna di vaccinazione.