Aborto obbligatorio se il figlio è disabile, proposta shock in Repubblica Ceca

A cura di A. P.
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La proposta di un professore universitario e membro del consiglio scientifico del Ministero degli Affari sociali ceco ha indignato il Paese.

Evitare che bambini gravemente malformati vengano alla luce imponendo l'aborto alle mamme, è questa la proposta shock di un professore universitario e  membro del consiglio scientifico del Ministero degli Affari sociali Ceco, Miroslav Mitlohner. L’accademico ha espresso le sue idee in un articolo pubblicato sulla rivista Diritto medico e Bioetica dal titolo “I problemi giuridici ed etici connessi con la nascita di individui gravemente malformati”. Secondo Mitlöhner in una società dove ormai ci sono dei metodi diagnostici che consentono il rilevamento di gravi difetti del nascituro non ha senso che nascano individui gravemente malformati che saranno incapaci di svolgere per sempre qualunque azione e di avere “un’esistenza umana significativa e consapevole”. Per il professore sarebbe giusto quindi che i medici evitassero di fare tutti gli sforzi possibile per far nascere questi neonati che sono senza alcuna speranza di miglioramento. Miroslav Mitlöhner ritiene quindi che si dovrebbe escludere la possibilità di portare a termine una gravidanza che porterebbe alla nascita di un individuo gravemente malformato.

Polemiche e sconcerto in Repubblica Ceca

Le sue parole chiaramente non sono passate inosservate e hanno indignato la maggioranza dell’opinione pubblica ceca, scioccata dalle frasi di un membro del consiglio scientifico del Ministero. “Sono ragionamenti uguali a quelli del medico nazista Josef Mengele e dei suoi seguaci”, ha dichiarato stizzito Vaclav Krasa, presidente del Consiglio dei disabili della Repubblica Ceca, mentre molti sottolineano come le sue idee possono avere una cattiva influenza sui suoi allievi. Il professore Mitlöhner, a quanto si apprende dai media locali, dopo le polemiche scaturite a seguito della pubblicazione del suo articolo, è stato costretto a rassegnare le dimissioni dall’Università ed gli è stato revocato anche il suo incarico di consulente al Ministero. Il docente universitario però non ha fatto nessun passo indietro e continua a sostenere le sue posizioni e a ritenerle giuste.

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