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A Gaza una neonata di 27 giorni è morta di freddo: “Tempeste due volte alla settimana, il vento strappa le tende”

A Khan Younes, nella Striscia di Gaza, non c’è riparo dalla pioggia e dal gelo. La piccola Aisha Ayesh al-Agha, di soli 27 giorni, è morta di freddo nella tenda in cui era sfollata. La testimonianza a Fanpage.it dal campo: “L’assistenza medica è rara, la situazione sanitaria continua a peggiorare”.
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Khan Younis a dicembre
Khan Younis a dicembre

Una neonata di 27 giorni è morta a causa del freddo estremo a Gaza. La vittima è la piccola Aisha Ayesh al-Agha, morta nel campo profughi di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia.

Lo fanno sapere fonti mediche riportate dall'agenzia di stampa palestinese Wafa. La morte dei soggetti più fragili, soprattutto bambini e anziani è un fenomeno tristemente noto nel campo. A dicembre un'altra neonata è morta di freddo, e con Aisha il numero di bimbi deceduti per cause riconducibili al clima è salito a otto, solo nell’ultima stagione. Il motivo è da ricercarsi nelle condizioni stesse del campo di Khan Younis che accoglie migliaia di persone sfollate dai centri più grandi, tra loro c’è anche Sara Serria, 22 anni.

A Fanpage.it spiega: “Il freddo è un problema enorme. La guerra ci ha lasciato senza nulla, nemmeno una casa. Le persone vivono in tende logore che riescono a malapena a proteggerle. Il clima è estremamente rigido. Durante le tempeste, che si verificano circa due volte alla settimana, piove forte e i venti sono così intensi che sembra che le tende possano essere strappate via”.

La situazione umanitaria nella Striscia è sempre più difficile, non solo a causa delle condizioni di vita precarie e del meteo sfavorevole, ma anche perché le organizzazioni umanitarie riescono a entrare con sempre maggiore difficoltà, e con loro anche gli aiuti.

”Esiste l’assistenza medica, ma è rara. La maggior parte dei farmaci non è disponibile e mancano molti strumenti e attrezzature chirurgiche. La situazione sanitaria è in continuo peggioramento”, racconta Serria.

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