Titolo Rcs alle stelle, scatta l’esposto in procura. E solo ora la Consob se ne accorge
Stamane alla Procura della Repubblica di Milano è stato presentato un esposto nel quale si chiede alla magistratura di valutare se l’eccesso di rialzo del titolo Rcs in Borsa degli ultimi mesi possa essere legato a presunti profili di insider trading. Chi ha tecnicamente presentato l'esposto è un avvocato, Luigi Giuliano Martino, che ha dichiarato di averlo fatto “per conto di un professionista”, che al momento vuole mantenere l’anonimato.
Il motivo dell'esposto risiede nel vertiginoso aumento del titolo dell'azienda editoriale, proprietaria tra l'altro del Corriere della Sera: tra il primo gennaio e il 5 settembre 2012 il titolo Rcs è cresciuto in Borsa del 272%.
Il legale spiega che nell'esposto è raccontato che “negli ultimi 3 mesi c’è stata una esplosione di volumi trattati con un +297% e che, secondo i nostri calcoli, il flottante Rcs è solo l’11%, mentre per la Consob dovrebbe essere del 25%”. La richiesta è di "accertare chi abbia comprato o venduto il titolo e se questi scambi siano stati concentrati su pochi intermediari finanziari e su quali e se sono stati concentrati su pochi, per conto di chi”. Il professionista firmatario dell'esposto non sarebbe, secondo l'avvocato Martino, un azionista.
Forti le polemiche nei confronti della Consob: l'organismo di garanzia secondo molti commentatori economici sarebbe dovuto intervenire subito, visto che il valore in Borsa del gruppo editoriale è triplicato in meno di due settimane. L'ipotesi tracciata è quella di una scalata al Corsera sul tipo di quella che vide protagonista a suo tempo l'immobiliarista Stefano Ricucci. Obiettivo: controllar il primo quotidiano d'Italia all'approssimarsi delle elezioni. E invece Consob è intervenuta solo oggi, facendo sapere che ci saranno ‘accertamenti' di routine. Se l'organismo di garanzia individuerà una eventuale concentrazione degli scambi su un gruppo ristretto di intermediari potrà chiedere per conto di chi hanno operato. Intanto si ipotizza a stretto giro una riunione del patto di sindacato che controlla il quotidiano di via Solferino.