La quota 100 rimane. Ma con qualche piccola variazione. A ufficializzarlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in vista del varo della legge di Bilancio. La quota 100resta”, assicura spiegando che “stiamo rivedendo la misura”. Conte parla a margine di un convegno e conferma che effettivamente si era ragionato sulla possibilità di modificare le finestre di uscita: “Ma niente è stato ancora deciso”, precisa. “È vero che stiamo rivedendo quota 100 – prosegue il presidente del Consiglio – ma vogliamo conservarla”. D’altronde Conte non nega che “una manovra è sempre complicata e far quadrare i conti è sempre un problema, però stiamo cercando di rivedere le ultime misure, ma la rappresentazione che ne fanno i giornali non corrisponde alla realtà”.

Sulla quota 100, però, le divisioni rimangono. Come ricorda anche il deputato di Italia Viva, Luigi Marattin: “Nessuna barricata, abbiamo delle idee su come governare il Paese ed è giusto che vengano composte in maggioranza. Il diktat è sull'Iva, sul resto discutiamo tranquillamente, senza che ogni nostra idea sia vista come un ricatto, ma anche senza che sia vista come una ricerca di visibilità”, afferma riferendosi proprio all’anticipo pensionistico. Marattin sottolinea, comunque, che “se ci fosse lo stop immediato a quota 100 saremmo disposti a prenderci in carico le persone che hanno già formato accordi per uscire dal mercato del lavoro contando su quota 100. Ma se si interviene adesso queste persone non sono tante. Se invece si lascia scorrere quota 100 così com’è, si crea il burrone Salvini”.

La quota 100 non si tocca, però, per parte delle forze di maggioranza. Non solo per i 5 Stelle, come sottolineato ieri dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e da quello del Lavoro, Nunzia Catalfo. Ma anche per Liberi e uguali, come spiega il deputato Stefano Fassina: “È un boomerang intervenire su quota 100. È sbagliato sia nel merito, sia per una decisiva ragione politica: gli italiani, in larga maggioranza, il 4 Marzo 2018, hanno votato e si sono espressi chiaramente per ridurre gli enormi danni sociali determinati dalla Legge Fornero”. Posizione simile, ma partendo da presupposti diversa, espressa anche da Forza Italia, con la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini: “Su quota 100 non si può tornare indietro. Anche chi, come Forza Italia, avanzò perplessità sul provvedimento oggi può solo schierarsi a difesa di quei cittadini e di quelle imprese che hanno preso sul serio le leggi dello Stato e programmato, sulla base di quella norma, una fase importante nella vita degli uni e delle altre”.