Un intervento complessivo non superiore a 1,4 miliardi di euro, per la ristrutturazione e la ricapitalizzazione della Banca Popolare di Bari. A comunicarlo è Mediocredito Centrale in una nota, in riferimento alla gestione del salvataggio dell’istituto pugliese commissariato da Bankitalia a dicembre. Il consiglio di amministrazione del Mediocredito Centrale (la Banca del Mezzogiorno controllata da Invitalia e quindi dal ministero dell’Economia) ha deliberato di sottoscrivere un accordo quadro con la Banca Popolare di Bari e il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che identifica i passaggi grazie a cui potrà nei prossimi mesi arrivare “alla ristrutturazione della stessa Banca e alla sua ricapitalizzazione con un intervento non superiore a 1,4 miliardi”.

L’esatto importo dell’intervento in favore dell’istituto verrà definito in “funzione di una remunerazione attesa del capitale investito coerente con normali condizioni di investimento e ancorata a parametri e logiche di mercato”. L’intervento del Mediocredito Centrale (Mcc) avverrà al termine “dell’elaborazione da parte della banca di un piano industriale, nonché di una profonda attività di valutazione da svolgersi nei prossimi mesi, anche con riferimento alle risultanze rivenienti dalle passate gestioni”.

L’Intervento del Mediocredito Centralesarà coerente con le modalità e con le finalità indicate nel d. l. n. 142/2019 recante ‘Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento’, grazie al quale MCC potrà essere rafforzato affinché promuova, secondo logiche, criteri e condizioni di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese del Mezzogiorno, da realizzarsi altresì attraverso l'acquisizione di partecipazioni al capitale di banche”. L’intervento è comunque “subordinato al verificarsi di una serie di condizioni, fra le quali, oltre alle necessarie autorizzazioni delle competenti Autorità di vigilanza, la conversione in legge del d.l. n. 142/2019, l'adozione dei relativi decreti di attuazione ai fini di un'adeguata dotazione patrimoniale di MCC, nonché la mancanza di indicazioni contrarie all'operazione da parte della Commissione europea sotto il profilo della disciplina degli aiuti di Stato”.