Un contributo di quindici milioni in tre anni, cioè 5 milioni l'anno dal 2020 al 2022, da assegnare ai Comuni "per il finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto della vendita e cessione di sostanze stupefacenti". È questo il contenuto di un emendamento alla manovra a prima firma di Matteo Salvini, che è stato approvato in commissione Bilancio al Senato.

Viene dunque incrementata la dotazione del Fondo per la sicurezza urbana. La proposta è stata riformulata e ora si dovrà solo attendere che il Viminale, di concerto con il Mef, emani, entro il 31 gennaio 2020, un decreto per determinare la misura del contributo spettante a ciascun Comune.

Quando Salvini era alla guida al Viminale aveva fatto della lotta allo spaccio uno dei suoi principali obiettivi. Questo emendamento si pone in continuità con una misura del governo Conte I: "La droga è una emergenza nazionale, sono pronto a convocare i rappresentanti delle comunità e di tutti i soggetti interessati. Chi pensa che la droga non sia un problema sbaglia di grosso, soprattutto nei dintorni delle scuole. I venditori di morte vanno colpiti e contrastati duramente".

In quel caso – era il 20 aprile – Salvini stava annunciando la partenza dell'operazione ‘Scuole sicure' 2019/2020 del ministero degli Interni: 100 i comuni destinatari, per 18 regioni, di 4,2 milioni di euro le risorse messe a disposizione dal Viminale, che dovevano servire per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza, per l'assunzione a tempo determinato di agenti di polizia locale, per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della polizia locale, per l'acquisto di mezzi e attrezzature e alla promozione di campagne informative volte alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.