Un calo del Prodotto interno lordo italiano senza precedenti. È l'allarme lanciato dall'Istat dopo oltre 5 mesi di emergenza sanitaria per il coronavirus. Il Pil ha fatto registrare nel secondo trimestre il valore più basso dal primo trimestre 1995, periodo di inizio dell'attuale serie storica: il calo è stato del 12,4% congiunturale, cioè rispetto al primo trimestre, e del 17,3% in termini tendenziali, cioè rispetto al secondo trimestre del 2019.

"Dopo la forte riduzione registrata nel primo trimestre (-5,4%), l'economia italiana nel secondo trimestre 2020 ha subito una contrazione senza precedenti (-12,4%)", comunica l'Istat. "Con il risultato del secondo trimestre il Pil fa registrare il valore più basso dal primo trimestre 1995, periodo di inizio dell'attuale serie storica", sottolinea l'Istituto. Si tratta quindi di un record negativo, un minimo storico. Il valore del Pil nel secondo trimestre del 2020 risulta essersi ridotto di oltre 50 miliardi nel confronto con il precedente trimestre. Tra aprile e giugno si sono infatti persi, in termini congiunturali, precisamente 50 miliardi e 289 milioni di euro.

Una contrazione dell'economia che l'istituto definisce "senza precedenti", causata dal "pieno dispiegarsi degli effetti economici dell'emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate". La caduta del Pil, spiega ancora l'istituto di statistica, "si colloca all'interno di un contesto internazionale dove le principali economie registrano riduzioni di analoga portata a causa del diffondersi della pandemia".

La caduta registrata dal Pil nel secondo trimestre "è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall'agricoltura, silvicoltura e pesca, all'industria, al complesso dei servizi". Secondo l'Istat "Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta".