Jp Morgan, multa da 920 milioni di dollari per la “Balena di Londra”
Costerà caro a Jp Morgan lo scandalo della "London Whale". Un multa salata, ancor più pesante di quanto si pensava: 920 milioni di dollari. Denaro che il gigante finanziario versare alle autorità inglesi e americane per risolvere la disputa sulla ‘Balena di Londra’, il trader Bruno Iksil. L'istituto guidato da Jamie Dimon è accusato di avere spinto i consumatori a comprare involontariamente altri servizi che non volevano, di fatto imponendo commissioni ingiustificate. La più grande banca statunitense ha già ammesso le sue colpe per la mancanza di supervisione e la gestione del rischio carente, che avevano portato ad un buco da 6,2 miliardi di dollari sul trading di derivati nella sede londinese di JP Morgan lo scorso anno. Al termine di una lunga inchiesta, le autorità si sono ripartite la multa: l'istituto guidato da JamieDimon dovrà pagare 300 milioni all'Office of the Comptroller of the Currency (l'ente che regola le banche americane); 200 milioni alla Securities and Exchange Commission (Sec); 200 milioni alla Federal Reserve e 220 milioni alla Financial Conduct Authority (Fca), l'ente di regolamentazione del settore finanziario britannico.
”Abbiamo accettato la responsabilità e ammesso i nostri errori fin dall’inizio, abbiamo imparato da questi e lavorato per risolverli. Abbiamo effettuato molti cambi che ci hanno reso più forti, una società migliore”, ha commentato Jamie Dimon. Il patteggiamento è un importante ”passo in avanti nei nostri sforzi per lasciarci il caso alle spalle”. JP Morgan ”si è impegnata in un ampio programma per affrontare, fra le altre cose, la carenze messe in evidenza. I rimedi presi dimostrano la serietà del nostro impegno a maggiori controlli. Abbiamo imparato dai nostri errori, e il consiglio di amministrazione ha fiducia nel fatto che il management sia completamente impegnato a far sì che non si ripetano”, ha detto a sua volta Lee Raymond, membro del consiglio di amministrazione.