Dal primo luglio i cittadini potranno usufruire del bonus vacanze nelle strutture ricettive italiane. Una riduzione dell’importo da pagare per il soggiorno in alberghi, agriturismi, b&b dal primo luglio al 31 dicembre 2020 che può arrivare fino a 500 euro per i nuclei familiari con almeno tre componenti. Una misura nuova, introdotta con il decreto Rilancio, che ha però bisogno di tempo prima di ingranare. Tanto da pensare che il rischio di un flop sia concreto. Le regole sono arrivate da pochi giorni e le strutture ricettive hanno bisogno di più tempo per organizzarsi, valutare la reale convenienza del bonus e capire se e in che modo aderire. Il dato, finora, è però poco confortante: molti alberghi non hanno aderito e non sembrano intenzionati a farlo. Anche se dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo sembra non emergere preoccupazione, anzi i riscontri vengono ritenuti positivi.

Il problema però c’è e viene segnalato da alcuni albergatori. C’è chi ritiene che il bonus non sia conveniente, chi sostiene che in un momento in cui manca la liquidità non sia una soluzione valida per far ripartire il turismo e chi, invece, pensa che lo applicherà ma solamente per soggiorni prolungati o per spese superiori a determinate cifre (tendenzialmente molto alte). Anche da Federalberghi, dalle federazioni regionali, c’è chi evidenzia un elemento importante: ci vuole tempo prima di aderire. Ci sono anche Regioni che stanno valutando accordi con le banche per la cessione del credito e prima dell’adesione dei singoli alberghi si aspetta quindi qualche novità in più in merito. In molti, in sostanza, dicono che il problema principale è la burocrazia e che è troppo presto per avere un quadro generale della situazione, nonostante la partenza del bonus sia praticamente arrivata. Le adesioni, secondo alcuni, potrebbero aumentare nelle prossime settimane, quando gli albergatori avranno chiaro il quadro della situazione.

Come conoscere le strutture che aderiscono al bonus vacanze

Finora i dati delle adesioni sono quasi impossibili da reperire. Non è ancora chiaro in che modo i turisti potranno sapere quali strutture aderiranno, se non chiamandole a una a una. Non esistendo un database unico delle strutture turistiche italiane, una delle ipotesi è quella di creare un portale a cui accedere e vedere tutti gli alberghi e le altre strutture aderenti. Una pagina che potrebbe, secondo quanto anticipato negli scorsi giorni, anche essere predisposta sul sito del Mibact. Ad oggi, però, l’unico riscontro in tal senso viene dal portale Italyhotels.it, che raccoglie le strutture aderenti a Federalberghi. Un dato che non riguarda, quindi, neanche tutti gli alberghi di Italia e che è sicuramente parziale sia per questo (inoltre vengono escluse tutte le strutture non alberghiere) sia perché rischia di scontare la mancata comunicazione degli albergatori della loro adesione alla federazione nazionale (comunicazione non obbligatoria). Ma da qui è possibile farsi un’idea di quale sia stata finora l’adesione al bonus vacanze.

L'adesione al bonus vacanze degli alberghi italiani

Dalle sezioni regionali di Federalberghi viene sottolineato a Fanpage.it come il bonus vacanze sia certamente una buona iniziativa, che si scontra però con una tempistica immediata e con la difficoltà che possono avere turisti e fornitori di servizi per attuarla. In più la situazione non è omogenea sul territorio nazionale, con territori che sono stati maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria da un punto di vista turistico. A Roma, per esempio, ha riaperto solo il 15% degli alberghi e la stagione estiva non è di solito la migliore dal punto di vista turistico per la Capitale. Ma i dati di Roma, dove, secondo il sito di Federalberghi, finora hanno aderito al bonus solo 35 strutture su quasi mille, sono simili a quelli di altre grandi città. A Napoli le adesioni sono solo 11 su 135, a Milano addirittura due soltanto su quasi 400 strutture. Anche a Torino e in Piemonte la situazione è simile. Per molti siamo ancora in una fase definita di “assestamento”: prima di capire l’effettivo riscontro del bonus ci vuole tempo.

I dati per Regione: finora ovunque pochissime adesioni

Ma per ora la situazione è tutt’altro che incoraggiante. Il rischio flop è concreto e lo dimostrano i dati riguardanti le Regioni italiane che si possono trovare sul portale Italyhotels. In totale le strutture risultanti sono 27.371. Ma di queste solamente 1.145 hanno già indicato la loro disponibilità ad aderire al bonus vacanze. Si tratta di poco meno del 4,2% del totale delle strutture rientranti in Federalberghi. Le Regioni in cui aderiscono almeno cento alberghi si contano sulle dita di una mano: Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna. All'opposto, in ben tre Regioni – Calabria, Basilicata e Molise – non c’è neanche una struttura che aderisce al bonus vacanze. Vediamo quante sono le strutture (ricordiamo, solo quelle affiliate a Federalberghi) che ad oggi aderiscono Regione per Regione:

  • Emilia Romagna 235 su 4.275
  • Veneto 119 su 2.514
  • Toscana 109 su 2.397
  • Trentino Alto Adige 96 su 3.579
  • Lombardia 87 su 2.531
  • Campania 61 su 1.425
  • Sicilia 56 su 1.065
  • Liguria 55 su 1.284
  • Lazio 49 su 1.667
  • Marche 42 su 737
  • Piemonte 37 su 1.176
  • Umbria 36 su 392
  • Abruzzo 35 su 759
  • Valle d’Aosta 35 su 444
  • Sardegna 33 su 740
  • Puglia 31 su 784
  • Friuli Venezia Giulia 29 su 616
  • Molise 0 su 71
  • Basilicata 0 su 214
  • Calabria 0 su 701.