E’ il giorno dello Swap: stasera sapremo se la Grecia è fallita

conto alla rovescia per fare in modo che atene eviti il default
Contro alla rovescia per l’operazione “swap”: scade oggi alle 21 il termine per aderire al programma di ristrutturazione del debito della Grecia. C’è bisogno di arrivare almeno al 75% dei creditori. In caso contrario sarebbe default incontrollato, con rischio di contagio anche all’Italia.

Bisognerà attendere la prima serata di oggi per capire se la Grecia riuscirà ad evitare il default. Scade infatti alle 21 il termine previsto per aderire all’operazione di concambio o “swap”, cioè la possibilità per i possessori di titoli di Stato greci di scambiarli con altri titoli di valore inferiore emessi dalla stessa nazione ellenica. L'operazione è strettamente connessa al piano di salvataggio adottato da Ue e Fmi e  fa riferimento all'accordo raggiunto dal governo di Lucas Papademos e l'Institute of International Finance (Iif), che raggruppa gli istituti creditori della Grecia che possiedono che possiedono 205 dei 350 miliardi di debito pubblico di Atene. L'obiettivo è portarlo ad almeno 100 miliardi, riducendo al 120% il rapporto debito/Pil entro il 2020. Serve dunque un'adesione del 75% e per adesso la quota di titoli di Stato che verranno scambiati ha raggiunto un soddisfacente 58%, secondo quanto scrive Il Sole 24 ore che elenca la lista di banche e fondi pensioni che hanno detto sì al piano di ristrutturazione. Tra questi Allianz, Bnp Paribas, Intesa San Paolo, Deutsche Bank, Commerzbank e Unicredit.

FAVOREVOLI E CONTRARI ALL'OPERAZIONE "SWAP" -Non è certo un caso se stamattina i mercati finanziari hanno fatto sorridere gli azionisti di tutta Europa, in particolare quelli italiani con lo spread sceso per la prima volta dopo sei mesi a meno di 300 punti base. Ottimista il Commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, che manifesta convizione per la buona riuscita dell’operazione. Dello stesso avviso anche il ministro dell’Economia franceese, Jeon Leonetti: «I creditori sanno benissimo che è meglio perdere qualcosa adesso per guadagnare in futuro, piuttosto che perdere tutto più avanti senza vincere nulla». Chi invece ha detto "no" al taglio volontario del debito greco è il quotidiano tedesco Bild che a dicembre aveva acquistato, polemicamente, 4.815 euro in titoli greci: «Si tratta di fumo negli occhi: gli sviluppi attesi (per l'economia Greca) entro il 2042 sono irrealistici», scrive il principale giornale in Germania, Paese che già in passato aveva manifestato ostilità nei confronti dello stato ellenico, attraverso la richiesta di un referendum sull’uscita della Grecia dall’Europa.

RISCHIO DEFAULT INCONTROLLATO – C'è da dire che la Grecia, da parte sua, si aspetta un’adesione pari al 90%, dal momento che, in caso di percentuale inferiore, si presenterebbe comunque la necessità di rivedere nuovamente i propri conti pubblici. La speranza, come detto, è in ogni caso quella di raggiungere almeno la quota del 75% che garantirebbe ad Atene la possibilità di ri-offrire il concambio. Se così non fosse l'operazione di "swap" sarebbe annullata e ciò significherebbe default incontrollato che potrebbe costare all'economia internazionale qualcosa come mille miliardi di euro, con rischio di contagio a Italia, Spagna Portogallo e Irlanda, secondo la federazione internazionale delle banche.

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