Il Decreto Rilancio fa chiarezza sugli interventi previsti in favore delle start-up innovative italiane, a cui riserva una serie di aiuti e agevolazioni per le realtà italiane colpite dalla crisi generata dalla pandemia di coronavirus nel mondo. Il Decreto Rilancio prevede quindi anche un "rafforzamento dell'ecosistema delle start-up innovative" attraverso una serie di punti previsti dall'articolo 46 del Decreto e dai successivi commi. Si parla di risorse aggiuntive pari a 100 milioni di euro per l'anno 2020 destinate al "rifinanziamento delle agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato", alle quali si aggiungeranno 10 milioni di euro "per la concessione alle start up innovative di agevolazioni nella forma del contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative".

Il Decreto Rilancio prevede anche, per il rafforzamento degli interventi in favore delle start-up innovative, l'assegnazione di risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per il Fondo di sostegno al venture capital "finalizzate a sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi nonché ulteriori processi di investimento mediante l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obbligazioni convertibili, o altri strumenti finanziari di debito che prevedano la possibilità del rimborso dell’apporto effettuato, a beneficio esclusivo delle start-up innovative e delle PMI innovative".

Un fondo per le aziende che sviluppano videogiochi

Il Ministero dello sviluppo economico ha inoltre istituito il fondo "First Playable Fund" "al fine di sostenere lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale a livello nazionale" destinato a "sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili, e per un importo compreso da 10.000 euro a 200.000 euro per singolo prototipo". Per poter usufruire di queste agevolazioni il videogioco deve essere destinato alla distribuzione commerciale e le start-up devono soddisfare alcuni requisiti: sede legale nello Spazio Economico Europeo; soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in Italia, cui sia riconducibile il prototipo di cui al comma precedente; abbiano capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitale, sia nel caso di imprese individuali di produzione ovvero costituite sotto forma di società di persone; siano in possesso di classificazione ATECO 58.2 o 62.