Cgia Mestre: cala il credito alle famiglie e la stretta fa salire il rischio “usura”

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La contrazione nell’erogazione del credito alle famiglie si è fatta sentire soprattutto al Sud, consolidando il rischio di usura. La situazione più critica si presenta in Campania.

Non si arresta la stretta del credito: negli ultimi 12  mesi le banche hanno tagliato più di 50 miliardi di euro a imprese e famiglie. Ad affermarlo un'analisi del centro studi della Cgia di Mestre, nella quale si evince che la contrazione nell'erogazione si è fatta sentire soprattutto a Sud. Dei 5 miliardi di euro in meno che nell'ultimo anno sono stati concessi alle famiglie italiane, quasi 3 (pari al 59% del totale) sono stati "tagliati" alle famiglie del Mezzogiorno. Secondo lo studio tra il maggio del 2012 e lo stesso mese di quest'anno, la riduzione ha interessato soprattutto la Calabria (-4,3%, pari ad una variazione di -374 milioni di euro), la Basilicata (-4,2%), la Sicilia ed il Molise (entrambe con -2,7%) e la Campania (-2,6% con un monte impieghi calato di 794 milioni di euro). Sono proprio queste le regioni che preoccupano maggiormente per l’alto fenomeno di “usura”, un fenomeno penetrato purtroppo stabilmente e che causa non poche difficoltà socio-economiche. Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi spiega in tal senso: “a fronte di una contrazione del credito alle famiglie consumatrici che si è fatta sentire soprattutto nel Mezzogiorno, c’e’ il pericolo che il rischio usura, già presente in questi territori in misura maggiore rispetto altrove, assuma dimensioni allarmanti“.

Sempre secondo il confronto dei dati nelle mani degli esperti Cgia, la situazione più critica si presenta in Campania dove l'indice del rischio usura è pari a 169,2 (pari al 69,2% in più della media Italia), in Basilicata si attesta al 159,2 (59,2% in più rispetto alla media Italia), in Molise si ferma a 153,1 (53,1% in più della media Italia), in Calabria a 150,4 (50,4% in più della media nazionale) e in Puglia il livello raggiunge quota 139 (39% in più della media Italia). Mentre la realtà meno "coinvolta" da questo fenomeno è il Trentino-Alto Adige, con un indice del rischio usura pari a 49,2 (50,8% in meno della media nazionale). Seguono la Valle d'Aosta, con 57,6 (42,4% in meno della media Italia) e il Friuli Venezia Giulia, con un indice del 69,7(30,3% in meno della media nazionale).

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