Borsa, incubo prima di Natale: lo spread torna a volare
A Natale siamo tutti più buoni, ma lo slogan non vale per lo spread. Il differenziale tra i Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi ha fatto di nuovo tremare gli investitori, salendo fino all'allarmante livello di 502 punti base (con un picco di 515). I Buoni del Tesoro italiani hanno raggiunto la soglia critica del 7% di rendimento, percentuale che sembra farci tornare al turbolento mese di novembre, ancor prima che il Governo Monti si insediasse. Gli auspici di coloro che si illudevano che i mercati potessero sorriderci, dopo la caduta di B. e l'avvento del nuovo esecutivo tecnico, sono ormai passati di moda.
Nonostante la manovra, il clima di fiducia dell'Italia è lo stesso di due mesi fa e quindi le aspettative degli investitori crollano. Le incognite riguardano soprattutto la decantata crescita economica sul quale l'esecutivo tornerà a lavorare solo dal prossimo 10 gennaio, al termine delle vacanze. La recessione in corso rischia, peraltro, di rendere vani i sacrifici richiesti da Mario Monti ai cittadini coi suoi provvedimenti all'insegna dei tagli e delle tasse (luce, gas, servizi pubblici, ed ora anche il canone Rai, per non parlare del nodo pensioni). La speranza è che nella Fase Due, oltre alle già annunciate misure su liberalizzazioni, infrastrutture e mercato del lavoro, non spunti anche una correzione dell'IVA al 23%, tanto per dirne una.
Una situazione di pericolo per l'Italia che non lascia indifferenti le agenzie internazionali di rating. «Il primo trimestre del 2012 sarà molto duro e per l’Italia sarà un vero test», ha detto il direttore della divisione Istituzioni Finanziarie di Standard & Poor’s, Scott Bugie.
Inoltre la Banca Centrale Europea ha praticamente congelato il suo programma d'acquisto di titoli di Stato. L'istituzione di Francoforte si è infatti limitata ad acquistare bond per soli 19 milioni di euro rispetto ai 3,36 miliardi di euro della settimana precedente. Il tutto peraltro nella settimana in cui l'Eurotower ha inondato le banche commerciali dell'area euro con una somma vicina al trilione di euro (489 miliardi di euro, per la precisione). E lo stesso governatore della Bce, Mario Draghi, ha parlato di prospettive «altamente incerte».