Parte il bonus nido 2020. Una circolare dell’Inps riporta le istruzioni necessarie per presentare domanda e per permettere ai neo-genitori di accedere al rimborso delle rette per l’iscrizione dei figli all’asilo. A riportare le informazioni contenute nella circolare è il Sole 24 Ore, che ricorda come per quest’anno vengano investiti 520 milioni di euro totali per il bonus nido, 190 in più rispetto al 2019. Il sostegno alle famiglie viene erogato fino all’esaurimento del budget: per determinare chi può accedere e chi rimane (eventualmente) escluso si considera l’ordine cronologico della presentazione delle domande. Si ipotizza che possano essere accolte circa 350mila domande. Il bonus nido vale non solo per l’iscrizione all’asilo, ma anche per le spese sostenute per l’assistenza domestica per i bambini fino a tre anni affetti da patologie che impediscono loro di frequentare gli istituti. Il rimborso è aumentato per quest’anno fino a un massimo di 3mila euro, cioè 272,72 per mese (per 11 mensilità). La cifra è salita rispetto ai mille euro del 2017 e ai 1.500 del 2018.

Chi può accedere al bonus nido

I requisiti per accedere al bonus nido riguardano innanzitutto la cittadinanza: possono aderire cittadini italiani o di uno stato Ue. O, ancora, extracomunitari con un permesso di soggiorno di lungo periodo. Per quanto riguarda i requisiti economici, i nuclei familiari con Isee minorenni non superiore ai 25mila ricevono fino a 3mila euro annui. Salendo di reddito, tra i 25mila e i 40mila (sempre calcolando sull’Isee minorenni), la cifra scende a 2.500 euro annui, cioè 227,27 per mese. Sopra i 40mila, infine, il bonus diventa di 1.500 euro l’anno, cioè 136,36 euro al mese. Ricordiamo che il rimborso viene erogato su 11 mensilità e non su 12.

L’importo minimo mensile è quindi di 136,36 euro e viene erogato dal mese di presentazione della domanda: è sufficiente inviare la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), poi l’Isee minorenni può essere presentato in un secondo momento ed, eventualmente, viene modificato il rimborso mensile, che può anche aumentare. Il rimborso viene erogato su conto corrente bancario o postale, oppure su una card prepagata dotata di Iban. Se il beneficio viene richiesto da un genitore che non fa parte del nucleo familiare del bambino la cifra non può superare i 1.500 euro annui. Il bonus non è cumulabile con la detrazione fiscale per la frequenza degli asili nido.

Bonus nido, come presentare domanda

Per presentare domanda le famiglie possono utilizzare il sito web dell’Inps, accedendo tramite il Pin Inps o lo Spid o la Carta nazionale dei servizi. È possibile inviare la richiesta anche tramite Contact center: dal telefono fisso al numero verde gratuito 803164 o da cellulare al numero 06164164. In questo caso è necessario dotarsi di Pin. L’ultima possibilità è quella di ricorrere ai patronati che, grazie ai servizi telematici, possono procedere a inoltrare la richiesta anche senza il Pin. I genitori che hanno già ricevuto il bonus nel 2019, con almeno una mensilità erogata tra settembre e dicembre, troveranno la domanda precompilata sulla base delle informazioni già fornite all’Inps.

Chi chiede il rimborso deve anche inoltrare le ricevute di pagamento delle rette entro il primo aprile 2021 per poi vedersi restituire parte della cifra. Quando si chiede il rimborso è necessario indicare anche il numero di mesi di frequenza dell’asilo per cui si chiede il rimborso, in un lasso di tempo che può andare da gennaio a dicembre 2020. Per allegare le ricevute è possibile ricorrere anche all’app Inps mobile.