Slitta a giugno l'esame del ddl Pillon, il provvedimento della Lega sull'affido condiviso, a firma del senatore Simone Pillon, che è stato attaccato sia dalle opposizioni sia dal M5S. Il ddl, assegnato alla commissione Giustizia di Palazzo Madama, secondo quanto riferisce a Public Policy il presidente Andrea Ostellari, sarà discusso dopo le elezioni europee. Il rinvio secondo Ostellari è stato deciso in quanto "abbiamo altri provvedimenti in calendario che dobbiamo terminare, come il ddl Codice rosso e il ddl sulle truffe agli anziani". La discussione generale sul provvedimento era stata sospesa un mese fa dall'ufficio di presidenza della commissione Giustizia del Senato, ed era prevista appunto per il 7 maggio. Il Pd aveva visto lo stop come una prima vittoria delle opposizioni, un "segnale di impasse nella maggioranza parlamentare". Per il sottosegretario pentastellato Vincenzo Spadafora il ddl era stato ormai "archiviato".

Adesso la decisione di non affrontare nell'immediato la discussione su un disegno di legge così diviso potrebbe essere una mossa per non aggiungere altra carne al fuoco nello scontro tra Lega e M5S, in vista delle elezioni europee del 26 maggioLuigi Di Maio ha assicurato che la legge che riscrive le regole per l'affido dei figli in caso di divorzio, così come è non passerà. Il capo politico del M5S aveva lanciato un appello, affinché gli alleati, insieme alle opposizioni, decidessero di ridiscutere il ddl: "Il ddl Pillon, diciamocelo, va riscritto, perché rischia seriamente di minare l’equilibrio e la stabilità quotidiana dei figli – aveva detto Di Maio – C'è troppa rigidità nella suddivisione del tempo che un figlio dovrebbe trascorrere separatamente con il proprio papà e la propria mamma. Sediamoci al tavolo, riscriviamo la legge, facciamolo anche con le opposizioni e pensiamo solo a una cosa: a tutelare il futuro dei nostri figli". In un'intervista rilasciata a Fanpage.it il capo politico del M5S aveva ricordato che il ddl non fa parte del contratto di governo: "Il disegno di legge Pillon va modificato non solo nella forma ma anche nella sostanza quindi noi non siamo d'accordo con l'impianto di questo disegno di legge e lo dico da capo politico della forza politica che ha due terzi dei parlamentari di questa maggioranza. Questo disegno di legge è lungi dall'arrivare in aula finché non sarà modificato per tutelare i diritti delle mamme e dei bambini".