X Factor 2026, le pagelle delle Last Call: Patrizia e Martina sono le stelle, Sofia crolla per l’emozione
Giovedì 15 ottobre 2026 è andata in onda la sesta puntata di X Factor 2026, la tappa decisiva delle Last Call. Al tavolo, la giuria composta da Francesco Gabbani, Paola Iezzi, Jake La Furia e Irama ha dovuto compiere le scelte finali per definire i roster ufficiali che accederanno ai Live Show. Jake La Furia si conferma il giudice più realista e centrato, mentre Paola Iezzi e Irama faticano a trovare la quadra definitiva. Una puntata che si illumina nelle battute finali con la sorprendente Patrizia Napolano, mentre prima avevano brillato Martina Cerruti e Alex Fontana, rispettivamente con "River" di Bishop Briggs e "Last Nite" dei The Strokes. Scivolano invece Alteo e Vito Damiano, crollati sotto il peso della pressione a un passo dal traguardo. Qui le pagelle.
Patrizia Napolano, voto 8
"Chi la fa alzare questa?" sono le parole di Kora dietro le quinte, mentre Patrizia si concede al pubblico con l'ennesimo effetto wow. Una risposta appare chiara: nessuno. Non c'è una singola esibizione, durante questa puntata, che avrebbe potuto toglierle la sedia su "(You Make Me Feel Like) A Natural Woman" di Aretha Franklin.
Kora, voto 6
Scompare in alcune sue insicurezze sulle note di "8 miliardi di persone". Difficile rinunciare a un potenziale così evidente, tra le scelte più rischiose della serata.
Angelo Caianiello (Angelo DT1), voto 5,5
Impatta bene con il flow in "Scordarmi chi ero" di Emis Killa, ma si ingarbuglia da solo nell'extrabeat in napoletano. Seppur mantenga la capacità di districarsi tra le varie barre, sembra masticare alcune parole in dialetto napoletano, risultando meno efficace della prima parte.
Mad Dog, voto 6
Portano "Somebody Told Me" dei The Killers ma si lasciano contagiare dalla frenesia del momento. L'esecuzione risulta troppo veloce e finiscono per sacrificare quel groove che li aveva fatti brillare nelle puntate precedenti. L'impatto invece rimane lo stesso dal punto di vista del suono.
Nicola Trois, voto 5
È iscito troppo dal confine del "personaggio" prima del brano per risultare credibile poi con la recita di "One" degli U2. Anche se il timbro mantiene, sembra perdersi l'intensità e l'intenzione del brano nella sua interpretazione.
Vito Damiano, voto 4,5
Come altri concorrenti in questa puntata, e tantissimi del passato, sembra chiudersi in una paura ingiustificata, soprattutto dopo l'ottima esibizione con l'inedito "Pensami" ai BootCamp. L'imprecisione è solo un campanello d'allarme; gli sarebbero mancate alcune consapevolezze ai Live.
Camilla Guerini, voto 6,5
Rispetto alle ultime sue esibizioni, il divario tra ciò che appare sul palco e il suo canto diventa importante. Una sorpresa con "Where is my husband" di Raye che avrebbe potuto costarle caro, ma la sicurezza nelle sue capacità vocali è evidente. E in un brano così distante dalle sue corde, riesce ad apparire anche "credibile".
Rawstrings, voto 5
Lo scollamento tra l'impressione avuta dalla band della propria esibizione e la proiezione dei giudici racconta una distanza che non si era avvertita nelle precedenti puntate. Un ragazzo di strada" dei Corvi scompare e appare solo nel ritornello, una forma non accettabile ai Live.
D! PS, voto 5,5
La compostezza non è qualcosa che li contagia, ma con "Asilo Republic" di Vasco Rossi cercano un trip credibile per il pubblico. L'attesa e la curiosità per capire dov'è destinata l'esibizione sono presenti, arrivano in più momenti del brano, ma rimangono incompiute nel segmento finale.
Le Distanze, voto 5,5
La fortuna sorride loro, o almeno le esibizioni nelle scorse puntate, ricevendo la sedia da Irama. Il segmento urlato, il growl del cantante nella parte finale del brano sottraggono ciò che è necessario, raggiungendo un picco di confusione in "Somewhere Only We Know" dei Keane.
Danny Anania (Lenanie), voto 5,5
Una versione sicuramente con meno sfumature vocali della versione originale. Ma il timbro di Danny Anania potrebbe aprire le porte e non solo nel recinto pop che sta cercando di disegnarsi.
Clode, voto 5
Non raccoglie quanto seminato nelle scorse puntate, perdendosi nelle peculiarità di "Questo Corpo" de La Rappresentante di Lista che pecca nella trasmissione. In uno dei segmenti centrali del brano perde anche il momentum per riaffacciarsi al pubblico. Sarebbe stato curioso riuscire a sentire, anche solo per qualche puntata, qualche suo inedito.
Niccolò Riolfo (Rio), voto 5,5
Nella sua versione più cruda, c'è qualcosa che si riesce a intravedere nel percorso futuro di Rio. "Pestifero" è per adesso un ritornello d'impatto, sembra mancare lo stesso ardore nelle strofe della canzone.
Camilla Tradardi, voto 6
Ha soffiato sui dubbi degli altri con la sua leggerezza, ma anche nel "like a whisper" di "Talking about a revolution" di Tracy Chapman. Difficile definirla un'occasione mancata, anche perché non sembrava questo il contesto adatto, la struttura di cui parlava.
Elia Ballancin, voto 5
Difficile non esser rapiti magneticamente da Elia Ballancin personaggio, meno dalla sua versione canora. L'arrangiamento di "A Mano Mano" appare come una scelta sbagliata, anche se il suo timbro sembra proteggerlo in ogni situazione.
Alteo, voto 4,5
Cerca di mostrare tutte le latitudini della sua voce, soprattutto il suo falsetto, che si scontra con il vuoto nelle note più basse. Una mancanza di equilibrio sulle note di "Home" di Edward Sharpe and the Magnetic Zeros.
Sofia Sole Cammarota, voto 4,5
Il modo in cui vive a corrente alternata l'esibizione, dal fremito sul pedale del pianoforte alle prime note di "Forever Young", fin troppo educate, avrebbe potuto farla uscire dalla sua zona di comfort. Cattura purtroppo l'attenzione un'emotività fin troppo marcata, che non si era intravista nelle scorse puntate.
Neyja, voto 5,5
Scollegati i due segmenti del brano, e ancora una volta non per la frontman. Su "Bulls on Parade" dei Rage Against the Machine sbandano pericolosamente nel collante tra le due parti del brano.
Lorena Luca, voto 5
Non è semplice sentirsi colpevoli di ciò che è impossibile riportare indietro, ovvero il tempo della propria esibizione. Coraggiosa nella ricerca di alcuni elementi sul palco, dai tentativi coreografici agli sguardi in camera. Cade un po' nella frenesia di un brano che sembra rincorrere affannosamente.
Veronica Bruganelli, voto 5,5
Potrebbe essere definita la sua come la sedia più scottante di questi Live di X Factor 2026. L'omogeneità dei tratti positivi del suo canto, che si ripetono in tutte le sue esibizioni non nascondono più le mancanze. "L'amore esiste" di Francesca Michielin è una prova compromettente sul suo percorso, dovrà convincere più degli altri.
Teo Bok, voto 6
"Facciamo anche il beatbox" di Giorgia potrebbe raccontare tutti gli elementi che Teo Bok ha aggiunto in "Uptown Funk" di Bruno Mars. Sarebbe potuto essere l'X Pass perfetto per Francesco Gabbani, ma non era destino.
Alice Fregoso, voto 7
Non si è sforzata di apparire originale e c'è riuscita con un arrangiamento di "Space Oddity" molto delicato, che prende vita tra le sue note. La natura struggente e intima del suo canto non rimane un'immagine predefinita e si avverte quanto potenziale c'è in ciò che accadrà ai Live.
Alex Fontana, voto 7,5
La capacità di apparire credibili con "Last Nite" dei The Strokes è così evidente che la canzone non è lontana, distante, caricaturale. L'estrema sincerità di Alex Fontana è un universo in cui pescare e la guida di Jake La Furia sembra l'abbinamento perfetto.
Giorgia Cappelletti, voto 6
Tra la natura struggente del suo canto e la trasmissione al pubblico di alcuni passaggi di "Let Her Go" sembrano esserci muri molto alti. Diventa ancora più difficile quando non si accende nel ritornello, iconico, del brano.
Martina Cerruti, voto 7
C'è modo e modo di cadere in un talento e Jake La Furia sembra essersi completamente immerso nel potenziale r'n'b di Martina Cerruti. Gioca prudentemente con "River" di Bishop Briggs sicura del suo posto sulla sedia.
Giacomo Calò, voto 7
È un progetto discograficamente già ben definito e inquadrato nel suo obiettivo finale. C'è grande equilibrio tra i vari momenti di "Wish You The Best" di Lewis Capaldi, ma a tratti appare fin troppo consapevole del suo talento e di quanto si possa dosare.
Scraffs, voto 5,5
Giocare per il pareggio non è mai saggio, soprattutto in una competizione a eliminazione diretta come le Last Call. Un'esibizione poco memorabile ma che convince Gabbani a scommettere sulla loro proiezione ai live.
Manuel Gargano, voto 5
Sembra tutto apparecchiato, ma continuano a rimanere i dubbi sul range vocale e i confini di genere a cui dovrà affacciarsi. "Devastante" di Olly sembra perdere la sua arroganza nell'interpretazione di Manuel Gargano.
Timotheè, voto 5,5
Sceglie il rischio puro cantando per la prima volta in italiano con "Alexander Platz" di Milva. Conferma la sua anima iper-lirica, risultando a tratti un alieno rispetto alle metriche del programma. Una sensibilità affascinante ma difficile da incasellare.
Jake La Furia, voto 6,5
L'approccio iper-realista sul futuro dei concorrenti, con un piede nel programma e l'altro fuori, in merito discografico, lo rendono il giudice più chiaro nelle sue intenzioni. Bisognerà essere curiosi di come potrà lavorare con Martina Cerruti, mentre la scelta di Veronica Bruganelli lascia qualche dubbio.
Francesco Gabbani, voto 6,5
Ha tra le mani l'X Pass discograficamente più pronto, ovvero Giacomo Calò, ma costruisce forse la squadra meno leggibile, almeno nel suo piano d'azione, per i Live Show.
Irama, voto 6
Alla sua prima squadra commette il più antico dei rituali, ovvero fare un passo indietro sul proprio X Pass. Si affida a Patrizia Napolano che si erge chiaramente, finora, sugli altri concorrenti della sua squadra.
Paola Iezzi, voto 5,5
Appare come la meno convinta, non solo delle proprie decisioni, ma anche del futuro di alcune concorrenti. Ha tra le mani i Mad Dog meno convincenti delle scorse puntate, ma anche Milla apparsa meno centrata sulla proposta. Dubbi ancora maggiori sul lavoro con Manuel Gargano.