"Un primo passo verso il riscatto". Magari con l'iscrizione di Venezia nella lista Unesco dei siti maggiormente a rischio e bisognosi di tutela. A richiederlo è l'associazione "Italia Nostra" che è seriamente preoccupata per la situazione della città veneta e della sua laguna. Secondo loro, l'incidente del 2 giugno scorso tra una nave di crociera e un battello non ha fatto altro che evidenziare ancor più come Venezia corra un grave rischio. Da qui la decisione di chiedere all'Unesco di inserire la città nella sua "danger list", annunciata a Roma il 24 giugno. Un "gesto simbolico" che, per "Italia Nostra", potrebbe portare ad una "tutela più stringente". Tra gli elementi più critici sottolineati dall'associazione in un lungo post su Facebook: "erosione della Laguna, crescente pressione turistica, progetti di sviluppo di grande impatto, restauri e interventi di archistar del momento sul patrimonio monumentale".

"Venezia a rischio": Sos di Italia Nostra all'Unesco

L'urlo d'allarme dell'associazione "Italia Nostra", che dal 1955 si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e naturale del paese, arriva dopo l'incidente del 2 giugno scorso quando una nave da crociera Msc ha tamponato un battello nel canale della Giudecca. Già nel 2011 e nel 2012 l'associazione aveva inviato tre lettere segnalando al World Heritage Committee la grave situazione in cui versava Venezia e la sua laguna a causa della mancata tutela delle istituzioni locali. A seguito della segnalazione, nel 2015 era stata inviata una missione dell'Unesco cui avevano fatto seguito varie raccomandazioni che, per "Italia Nostra", "lo Stato italiano ha ottemperato solo in minima parte". Così, in vista della riunione annuale del World Heritage Committee che si terrà a Baku dal 30 giugno al 10 luglio, l'associazione ha deciso di intervenire per "sottolineare le omissioni contenute nei Rapporti presentati dal Comune di Venezia, ma soprattutto per evidenziare la mancanza di un progetto sulla città". Per gli operatori è arrivato il momento di fare qualcosa, prima che il turismo di massa, insieme alla presenza delle grandi navi e agli sconsiderati interventi architettonici, rovinino per sempre la città. In un lungo post su Facebook, l'associazione ha spiegato dettagliatamente il suo pensiero:

Tutti sembrano concordi col ritenere che le grandi navi non debbano più percorrere quel canale. Ma "fuori le navi dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca" è lo slogan di chi vuole tenere queste navi a Venezia, in un modo o nell'altro. [..] Non è più il momento delle proroghe, concesse più e più volte, ma della decisione responsabile, della presa di posizione consapevole sia pur sofferta.