Testo e significato di MOET, l’inedito di Mahmood presentato alla sfilata di Willy Chavarria

Mahmood ha presentato una canzone inedita durante la sfilata di Willy Chavarria a Parigi. Il brano farà parte del prossimo album del cantante milanese, due volte vincitore del Festival di Sanremo, di cui non si conosce ancora la data di uscita. Il cantante si è esibito in un vero e proprio video in presa diretta, cantando accompagnato da un corpo di ballo. La canzone dovrebbe chiamarsi "Moët" e racconta l'incontro tra due persone. La canzone, che pesca dalle sonorità mediorientali, come il cantante ha fatto già in passato, lo conferma come una delle voci italiane più originali e anche tra quelle che maggiormente riescono a fondere la propria lingua coi suoni del mondo.
I testo di Moët, inedito di Mahmood
Mi viene a salutare. Salam alaikum la posso aiutare?
Mi chiede dov'è il centro commerciale.
Gli rispondo "Non lo so, lui mi guarda strano, preso male".
Mi metto a correre come se fossi stato beccato a rubare.
Chiamo gli amici, non vanno le cuffie, non ho manco da fumare.
Una bitch davanti col cane mi grida
"Che cazzi guardi, le dico che non ho sbatti
ed essere trattato come un malato mentale".
Ah! Ah ah
Brindo piano a pensare che (…).
One day, Moet, per la strada c'era il tuo profumo,
fumano narghilè
(…)
Fino all'alba senza di me.
Con te Moet e neanche una lacrima.
Confessavo il mio amore.
Quando tu mi dicesti siediti
Sotto quest'albero dentro alle tasche due condom
e poi sull'altare tolgo la giacca, mi sputi in bocca,
ora che restiamo qua accendila.
Sulla montagna la canna mi sale,
io rivedo mia madre e mio padre, torno di là,
non vedi che qua più parli d'amore più andiamo a puttane,
dai, non qui, non restarci male così,
lo sai non avremo dei cani, dammi un bacio prima di partire
Fino all'alba senza di me, one day,
Moet e neanche una lacrima
Il significato di Moët
Il testo parte con l'incontro del protagonista della canzone con uno sconosciuto. Incontro che lo porta a fuggire "come se fossi stato beccato a rubare". E all'improvviso ci si trova quasi in un noir, con questa fuga raccontata anche con particolari della città. Il telefono che non funziona, una donna con un cane che gli grida contro. E il Moët che racconta uno status, in contrapposizione con le lacrime che non scendono. In più affiorano altri ricordi familiari e del passato: un amore ma visto sempre anche dal punto di vista fisico ("Sotto quest'albero dentro alle tasche due condom e poi sull'altare tolgo la giacca, mi sputi in bocca"). Ma anche una canna che gli riporta in testa la madre e il padre, ma soprattutto l'impossibilità di questo amore: "non vedi che qua più parli d'amore più andiamo a puttane".