L'ultimo atto di Suburra. Da oggi su Netflix arriva la terza e conclusiva stagione del crime thriller, prodotto da Cattleya e Bartlebyfilm, disponibile sulla piattaforma di contenuti on demand a partire dal 30 ottobre. Dal 2017 la serie Tv – prequel al film diretto nel 2015 da Stefano Sollima – ha ottenuto importanti riscontri di pubblico e critica. Come in molti sanno Suburra è tratta dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo.

Suburra, il romanzo di De Cataldo e Bonini

Dietro a questa importante produzione c'è il romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini pubblicato nel 2013 da Einaudi. Questa storia tutta romana è una sorta di prequel di quella già nota, ambientata diversi anni prima delle vicende narrate nel libro: un libro che ha fatto epoca, raccontando in modo audace e avventuroso una Roma fatta di giochi di potere, criminalità e inganni.

"Il Libanese era morto. Tanti altri erano morti, qualcuno era diventato infame, qualcuno si faceva la galera in silenzio, sognando di ricominciare, magari con un lavoretto senza pretese": nel racconto di De Cataldo e Bonini la Roma di oggi è intimamente connessa a quella del passato. I personaggi vivono all'ombra dei fantasmi di ieri, di nomi importanti della cronaca degli anni Settanta: c'è il Samurai, ultimo erede della Banda della Magliana che De Cataldo ha raccontato nell'altro suo lavoro di successo, “Romanzo Criminale”.

La storia di Suburra, che con la serie tv si è arricchita di ulteriori particolari, è ambientata nella Roma dei giorni nostri. Una Roma da romanzo “noir”, piena di personaggi ambigui che vivono e agiscono al margine di una società corrotta e ossessionata dal potere. È l'altra faccia della realtà, filtrata attraverso le lenti di un romanzo che ricostruisce, fra luci ed ombre, le vicende di “Mafia Capitale”.

Roma è Suburra: un libro, un film e una serie Tv

Il romanzo di De Cataldo e Bonini racconta del “Grande Progetto”, un illecito affare edilizio che mira a trasformare Ostia in una nuova Atlantic City: cemento, alberghi, ristoranti e negozi, e tantissimi interessi economici in gioco che gli autori ricostruiscono riprendendo il filo di quella che era stata la storia passata di una Roma costruita a tavolino dalla politica e dalla criminalità organizzata.

Due i personaggi principali: da una parte il Samurai, emblema di un passato criminale che ritorna sotto un'altra veste ma affamato come prima, ultimo superstite di quella Banda che dai quartieri popolari della Magliana aveva stretto patti con il potere, quello vero. Dall'altra parte il colonnello Malatesta, simbolo di quella parte di città che ancora combatte per la legalità tentando di scardinare alla base un potere sempre più ramificato e complesso.