Sangiovanni torna con un album a due anni e mezzo dallo stop: nella musica anche fermarsi è diventato necessario
Sangiovanni ha annunciato il ritorno discografico con un album. Si chiama "Tutto bene grazie" e gioca con una domanda che molti gli hanno fatto in questi anni: "Come stai?". Il cantautore che trovò popolarità grazie ad Amici, si era fermato dopo aver partecipato al Festival di Sanremo 2024, quando arrivò penultimo con "Finiscimi". Una crisi che lo portò a cancellare il concerto al Forum di Assago e l'uscita del suo album, che non dipese tanto dal risultato numerico del Festival, ma dalla difficoltà di continuare a fingere di stare bene e far sembrare che tutto fosse normale: "non riesco più a fingere che vada tutto bene e che sia felice di quello che sto facendo" scrisse in un post su Instagram in cui confessò le proprie difficoltà al suo pubblico.
Fu un momento di rottura che mise al centro del discorso musicale i ritmi vorticosi a cui la macchina della promozione, dei live e della musica costringeva gli artisti. Dietro un mondo fatto di lustrini, si diceva in quel periodo, ci sono ragazzi che vengono catapultati in un mondo in cui si è costantemente al centro dell'attenzione, si perde un pezzo di privacy e le aspettative sono sempre al massimo: canzoni da pubblicare, album da chiudere e biglietti da vendere. Sangiovanni si è preso un lungo periodo di stop, aggiornando i fan pochi mesi dopo e annunciando di essere tornato in studio un anno dopo. Sono passati due anni e mezzo ed è il momento di tornare con un progetto più lungo, dopo aver incontrato i fan in occasione di un evento organizzato a Roma.
Oggi, dice che "va tutto bene, grazie. Non perché la vita sia perfetta, ma perché anche se non lo è ho comunque tanta voglia di viverla. Tante volte lo si dice superficialmente, e alla maggior parte delle persone basterà questo. per chi vuole andare in profondità, invece, ho scritto un disco". Insomma, il periodo di stop serve anche come aggancio per il lancio del nuovo album. Fu diverso per Angelina Mango, che nel 2024 vinse Sanremo con "La noia", partecipò all'Eurovision e a una fitta campagna promo e live, che però, a ottobre, la portò all'interruzione del tour italiano e europeo e a un lungo stop che le servì per prendersi cura di sé. Nell'ottobre 2025 avrebbe pubblicato a sorpresa l'album "caramè" e il febbraio successivo sarebbe andata in tour nei teatri.
Questi artisti hanno percorsi simili e sono stati travolti da un'esplosione di visibilità che li ha sottoposti a ritmi difficili da sostenere nel tempo. Un carico di fatica mentale che li ha costretti ad abbandonare per un po' studi di registrazione, palchi e social, per riprendere il contatto con il mondo. Successe anche a Blanco, che pagò, tra l'altro, una performance contestata al Festival di Sanremo. Nel 2022 vince sul palco dell'Ariston insieme a Mahmood con "Brividi": il cantante era uno dei nomi caldi di quei mesi, aveva avuto un successo molto veloce, che sarebbe continuato anche nei mesi successivi, finché l'anno dopo, ospite al festival, si esibì con "L'isola delle rose", distruggendo la scenografia fatta di rose, appunto, riprendendo il video della canzone. Un'esibizione che non fu capita e gli costò settimane di forti polemiche che lo portarono pian piano a scomparire dai radar.
Anche lui parlò di un periodo di riposo, terapia e silenzio, interrotto solo nel 2026 con l'uscita di nuova musica e un tour nei palazzetti. Insomma, il caso di Sangiovanni non è rimasto isolato, anche se ciascun caso va considerato singolarmente. Tutti, però, hanno dei punti in comune: una pressione difficile da gestire, un'industria che corre velocissima e il bisogno di monetizzare tutto e subito. La pausa, quindi, diventa un momento per riprendere il contatto con la realtà, e rifiutare l'idea di una carriera che debba procedere senza pause. Certo, scomparire, oggi, significa rischiare di perdere contatto con un pezzo di pubblico, ma è anche una forma di resistenza e di benessere, per artista e anche per il pubblico.