Roberto Andò, direttore del Teatro Nazionale di Napoli, ci parla della nuova stagione teatrale che ripartirà il prossimo 14 ottobre al Teatro Mercadante di Napoli con "I manoscritti del diluvio" di Michel Marc Bouchard per la regia di Carlo Cerciello. Dalla ripartenza dei teatri in sicurezza in epoca Covid, fino alla gestione del Teatro San Ferdinando (il teatro che fu di Eduardo De Filippo), passando per la rappresentazione de "Piazza degli eroi" di Thomas Bernhard, testo che racconta l'Austria come laboratorio politico d'Europa ai tempi del nazismo, la ridefinizione del ruolo di teatro pubblico, lo sguardo ai giovani talenti. Senza dimenticare i grandi ritorni, di nomi del teatro nazionale, come Toni Servillo e Renato Carpentieri, in passato vittime di "una frattura del teatro in città" che "impediva al alcuni artisti di venire al Mercadante".

Si aprirà il 14 ottobre la stagione – la prima firmata da Roberto Andò – del Teatro Nazionale di Napoli. Grandi ritorni, come i già citati Toni Servillo e Renato Carpentieri, ma anche ai giovani a cui lo Stabile partenopeo dedicherà particolare attenzione con un bando riservato agli under 35 per sostenerli nella realizzazione della loro opera. Ma su questo tema, Andò, è esplicito nel dire che l'attenzione ai giovani non deve essere di "carattere ideologico", perché "l'importante è scovare il talento presente tra i giovani" e allo stesso tempo portare a teatro "pubblico più giovane del solito".

"In sale – continua Andò – che ormai sono i posti più sicuri al mondo con protocolli severissimi che puntano alla massima sicurezza del pubblico presente". Anche sul ruolo e su quella che Andò chiama "ridefinizione del ruolo del teatro pubblico" si concentra l'attenzione del nuovo direttore che evidenzia alcune delle opere del ricco cartellone di una stagione che si "preannuncia difficile ma stimolante", a partire dal debutto al teatro San Ferdinando di un testo interpretato da Lino Musella, sui testi "più politici di Eduardo De Filippo".