A Jasnaja Poljana fu sepolto 110 dieci anni fa. Tanti ne ricorreranno il prossimo 20 novembre, quando cadrà l'anniversario della scomparsa di Lev Tolstoj, autore di "Guerra e pace", "Anna Karenina" e diversi capolavori, pietre miliari della letteratura di tutti i tempi. Ma in quel remoto angolo della Russia europea, non distante da Tula (Jasnaja Poljana significa "Radura Serena"), dove visse, lavorò e che scelse come luogo per la sua sepoltura, Tolstoj non scrisse soltanto i capolavori per cui resterà immortale, ma realizzò un modello di scuola alternativa le cui riflessioni sono alla base di questo volume intitolato "Per una scuola viva, per una scuola vera" appena ripubblicato da E/O per la Piccola Biblioteca Morale diretta da Goffredo Fofi.

Iniziata come un esperimento di scuola per i suoi contadini a metà dell'Ottocento, la scuola di Jasnaja Poljana divenne negli anni un laboratorio di pedagogia all'avanguardia. In questo testo si ritrovano molte delle riflessioni che hanno portato Tolstoj a immaginare un modello di scuola alternativo. L'incessante ricerca della verità e l'inesausta tensione morale non hanno informato solo capolavori della letteratura universale come Guerra e pace e Anna Karenina, ma anche la sua riflessione pedagogica. Negli anni in cui insegnò a Jasnaja Poljana, infatti, Tolstoj ha riflettuto sul ruolo dell'insegnante e sulla possibilità di creare una scuola a misura di alunno: nei testi raccolti in "Per una scuola viva, per una scuola vera" è espressa tutta la modernità pedagogica del grande letterato russo.

In un momento in cui la nostra scuola si trova a fronteggiare sfide inedite, è utile tornare all'approccio rivoluzionario proposto da Tolstoj: un approccio libero, flessibile, molto diverso dalla macchina burocratica inceppata che talvolta sembra essere diventata la nostra scuola. Una scuola davvero nuova, all'altezza delle sfide che ci aspettano.