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Teatro: bando da un milione di euro. Ma a chi servirà?

Un milione di euro destinato alle piccole e medie imprese che porteranno innovazione, nei teatri del Lazio, in termini di strumenti e modalità innovative di comunicazione promozione. È quanto presentato ieri dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dagli assessori allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Guido Fabiani, e alla Cultura, Lidia Ravera. Ma, c’è da chiedersi, a chi servirà?
A cura di Luca Iavarone
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L'obiettivo del bando da un milione di euro, finanziato con i fondi europei del Por Fesr Lazio 2007-2013, è quello di espandere il pubblico potenziale delle strutture teatrali. Una prospettiva che accende una nuova luce su una questione d'attualità scottante, di cui si discute già da anni nel Lazio e non solo: la sempre minore affluenza di spettatori alle rappresentazioni.

La crisi del teatro

I dati di spesa pubblica, di investimenti privati e di partecipazione attiva del pubblico pagante sono allarmanti. Basti pensare che, come ha da poco registrato Federculture, nel solo capoluogo di regione, la spesa del Comune destinata al teatro è calata vertiginosamente dal 4% del 2008 al 2,5% del 2013. Solo nell'ultimo anno nelle platee della Capitale c'è stata una riduzione del 17%, un dato preoccupante, ma che trova le sue ragioni in una molteplicità di fattori che vanno ricercati sì nelle strutture non troppo moderne, nelle tecnologie obsolete, ma probabilmente anche e soprattutto nella carenza di nuove drammaturgie in grado di imporsi all'attenzione delle nuove generazioni. Ma andiamo per gradi.

A chi è rivolto il bado

Il bando, con scadenza 31 ottobre, ha lo scopo di agevolare tutte quelle imprese che si occupano della gestione di teatri di proprietà pubblica o privata, per favorire investimenti innovativi in materia di "impianti, sistemi ed apparecchiature digitali, elettroniche innovative, e di rete per la gestione degli spettacoli dal vivo” (POR FESR Lazio 2007-2013, Attività I.7). Potranno presentare domanda le Pmi (Micro, Piccole e Medie Imprese), le Cooperative, le Fondazioni e Associazioni artistiche, culturali e ricreative che siano iscritte al Registro delle Imprese e/o al REA (Repertorio Economico Amministrativo) presso la Camera di Commercio, Industria Agricoltura e Artigianato.

Termini e finalità del bando

La sperimentazione e l'innovazione a cui il bando fa riferimento è rivolta alle "nuove modalità di uso e interazione" che abbiano "potenzialità di diffusione e spettacolarizzazione", con l'intento di formare un nuovo pubblico e di conseguenza aumentare il pubblico pagante. I finanziamenti saranno volti all'acquisto di software gestionali e impianti di nuova tecnologia applicati allo spettacolo dal vivo (scenotecnica, illuminotecnica, audio e video).

Le agevolazioni

100.000 euro è il contributo massimo cedibile ai singoli partecipanti, con agevolazioni fino all'80%, pari ad un massimo di contributo di 40.000 euro per i primi 50.000 euro dei costi di progetto ritenuti "congrui e ammissibili". Per i costi di progetto eccedenti la soglia dei primi 50.00 euro, l'agevolazione sarà pari al 60%.

Qual è il futuro del teatro?

Ben vengano, ovviamente, tutti quei fondi europei che possano a sopperire alle gravi mancanze del sistema culturale italiano. Detto ciò, sarebbe interessante farsi qualche domanda tesa ad indagare il disegno sotteso a un tale bando, alla considerazione che le istituzioni hanno dell'arte in Italia, al problema dell'affluenza di pubblico e anche alla crisi creativa che il teatro vive in questi anni. Potranno gli investimenti tecnolgici davvero incentivare gli spettatori a varcare la soglia dei teatri? Saranno migliori gli spettacoli con un maggiore impiego di mezzi? La pubblicità massiccia, la promozione, daranno davvero i loro frutti se l'offerta rimarrà pressoché invariata? O forse la radice del male sta proprio nella mancanza di linguaggi adeguati alla contemporaneità? A chi parla il teatro di oggi? Quali sono i temi e i riferimenti? La crisi del settore cinematografico, nel quale non si può dire che i mezzi, in particolare quando parliamo di grandi produzioni, scarseggino, forse può metterci in guardia dal pensare che non sia la tecnologia a fare il successo di un'opera d'arte. Il pubblico, quello potenziale, andrebbe conosciuto di più.

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