Si è concluso sabato scorso il cartellone della Sezione danza del Ravello Festival 2017, diretta da Laura Valente. Un altro sold out per il meraviglioso Belvedere di Villa Rufolo, dove sono andati in scena Les Italiens de l’Opéra de Paris. La compagnia, nata lo scorso anno a partire da un’idea del primo ballerino Alessio Carbone, pone in risalto la centralità della componente italiana nella compagnia parigina. Nessun'altra nazione come l'Italia, infatti, è presente numericamente (dopo la Francia, naturalmente) nella compagnia dell'Opéra de Paris: ben 11 ballerini su 16 stranieri. E così il Ravello Festival ha scelto di chiudere il proprio straordinariamente ricco cartellone nel nome dell'eccellenza italiana nel mondo. Evocando la leggendaria figura di Nureyev, che elesse Li Galli vicino Ravello a sua residenza abitativa e nell’ Opéra di Parigi quella creativa.

Repertorio e non solo: dalle migrazioni a David Bowie

La serata si è divisa in tre momenti: "Nuit de la danse", una coreografia unica – da Petit a Bournonville, da Béjart, a Balanchine  e Garnier – che ha mostrato al pubblico  l’ampio repertorio dell’Opera di Parigi, a cui è seguito "Bread and roses", titolo che omaggia uno dei più bei film del regista inglese Ken Loach, una riflessione in danza sul tema dell’immigrazione affidata a  Simone Valastro.

Infine, alla coreografia di Matteo Levaggi è stato affidato Black Dust, che ha elaborato il tema del festival sulle note con cui Lamberto Curtoni stravolge la Stella Nera di David Bowie.

Chi sono "Les italiens de l’Opéra de Paris"

Sono la “compagine italiana” in forza all’Opera di Parigi e sono nati, come compagnia, poco più di un anno fa su iniziativa del primo ballerino Alessio Carbone. Hanno tra i 18 e I 40 anni, alcuni sono figli d’arte e quasi tutti hanno entrambi i genitori italiani. Altri arrivano dalla Scala, c’è chi ha il passaporto italiano ed è nato a Vienna (come Fourès, entrato alla scuola dell’Opéra a dodici anni) e chi, come Letizia Galloni, è stata scelta per ruoli da solista da Millepied e Forsythe. Il più giovane è il palermitano Sarri, non ancora vent’anni.  Il loro repertorio, scelto su misura, mette in risalto il talento di ognuno dei ballerini e gli estratti dei balletti proposti variano dal classico dell’Opera di Parigi ai coreografi contemporanei. Un mecenate francese – Bertrand du Vignaud de Villefort, pronipote del pittore Henri de Toulouse-Lautrec e presidente del World Monuments per l’Europa – ha fondato un’Associazione per sostenerli.