"Piccole donne", il celebre romanzo di Louisa May Alcott che ha ispirato l'omonimo film del 2019 candidato agli Oscar.
in foto: "Piccole donne", il celebre romanzo di Louisa May Alcott che ha ispirato l’omonimo film del 2019 candidato agli Oscar.

L’attesissimo appuntamento con gli Oscar è arrivato. Alle 2 di notte, ora italiana, il red carpet più famoso al mondo si illuminerà di nuovo per la tradizionale cerimonia di premiazione agli Academy Awards hollywoodiani. Tante le nomination per l’ambito riconoscimento: tra queste, tantissime sono le pellicole ispirate a grandi romanzi o ad opere teatrali. Da “Piccole Donne” a “The Irishman”, ecco tutti i libri che hanno ispirato i film candidati agli Oscar 2020.

“L’Irlandese”, di Charles Brandt (2004)

"I heard you paint houses", il saggio del 2004 da cui è tratto il film di Scorsese, "The Irishman".
in foto: "I heard you paint houses", il saggio del 2004 da cui è tratto il film di Scorsese, "The Irishman".

L’ultimo successo di Martin Scorsese ha ricevuto ben dieci nomination agli Oscar 2020, fra cui quella per il miglior film e per la miglior regia. “The Irishman” attraversa circa vent’anni di storia degli Stati Uniti, e racconta il controverso legame fra politica e mafia nascosto dietro l’omicidio Kennedy. Una storia forte, nel migliore stile di Scorsese, che trae spunto da fatti di cronaca realmente avvenuti e da un libro pubblicato all’inizio degli anni Duemila.

Si tratta del saggio “I Heard You Paint Houses”, uscito nel 2004 e tradotto in italiano come “L’Irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa”. L’autore, l’ex procuratore e avvocato Charles Brandt, racconta in oltre 400 pagine la vera storia del sicario della mafia Frank Sheeran (nel film, Robert De Niro), membro di spicco dell'International Brotherhood of Teamsters e amico del sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino). La storia ricostruisce, attraverso la testimonianza di Sheeran, i legami del crimine organizzato con le associazioni sindacali e con la politica, indagando peraltro il mai risolto omicidio dello stesso Jimmy Hoffa, e gettando una nuova luce su alcune delle pagine più oscure della storia americana.

“Piccole donne”, di Louisa May Alcott (1886)

Louisa May Alcott, la celebre autrice di "Piccole donne", in un ritratto del 1832.
in foto: Louisa May Alcott, la celebre autrice di "Piccole donne", in un ritratto del 1832.

Il lungometraggio di Greta Gerwig è sicuramente l’esempio più famoso fra quelli in lizza agli Oscar 2020 di un film tratto dalla letteratura: la storia ha il merito di riportare sul grande schermo, a distanza di oltre un secolo e mezzo dalla pubblicazione, il capolavoro di Luisa May Alcott, “Piccole donne. Oggi il romanzo è considerato un vero e proprio classico della letteratura americana, con le indimenticabili sorelle Meg, Jo, Beth e Amy. In Italia il libro arriva nei primi anni del Novecento, riscuotendo un immediato successo come in tutto il resto del mondo: quello di Greta Gerwig è il settimo adattamento cinematografico della saga familiare del March, che fece la sua comparsa sul grande schermo già all’epoca del cinema muto con il film “Little Women” di Harley Knoles, nel 1918.

“Come semi d’autunno”, di Christine Leunens (2004)

"Come semi d'autunno", di Christine Leunens (2004).
in foto: "Come semi d’autunno", di Christine Leunens (2004).

Sei candidature invece per il film della regista neozelandese Christine Leunens, “Jojo Rabbit”. Anche in questo caso, il grande schermo si ispira alla letteratura: la pellicola è infatti liberamente tratta da un romanzo della stessa Leunens pubblicato nel 2004, dal titolo “Come semi d’autunno”. Nel romanzo Johannes Betzler, il protagonista, è nel pieno dell’adolescenza quando decide di unirsi all'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale. Ferito gravemente da una bomba, il giovane hitleriano torna nella sua casa di famiglia a Vienna, dove scopre il nascondiglio di una giovane ebrea di nome Elsa.

Johannes è ormai invalido, e nelle lunghe giornate trascorse in casa inizia a maturare un sentimento molto forte nei confronti della ragazza: una volta morti i genitori, e conclusa la guerra, il protagonista è disposto a fare di tutto per tenerla con sé. La inganna, facendole credere che sia stata la Germania nazista a vincere il conflitto e impedendole così di lasciare la casa.

“I due papi”, di Anthony McCarten (2017)

Anthony McCarten, sceneggiatore del film e autore del testo teatrale "I due papi".
in foto: Anthony McCarten, sceneggiatore del film e autore del testo teatrale "I due papi".

Una storia molto particolare, quella raccontata dal film “I due papi”, anch'esso in concorso agli Oscar 2020 con tre nomination: quella del rapporto fra Papa Francesco e Benedetto XVI all'indomani delle dimissioni di quest’ultimo e dell’elezione di Bergoglio al soglio pontificio, nel 2013. In questo caso la pellicola è tratta dall'omonima opera teatrale di Anthony McCarten, che ha anche sceneggiato il film interpretato da Jonathan Price ed Anthony Hopkins. Lo scrittore, già famoso per “La teoria del tutto” (2014) e per “Bohemian Rhapsody” (2018), è poco noto in Italia per la sua attività di romanziere, pur avendo pubblicato, dagli anni Ottanta ad oggi, decine di drammi e ben otto romanzi.