Uno dei romanzi più amati dal cinema: è "Piccole donne" di Louisa May Alcott, che alla versione del 1868 aggiunse l'anno successivo il seguito "Piccole donne crescono". Con la versione, in uscita oggi al cinema, della regista Greta Gerwig, candidata agli Oscar per "Lady Bird", siamo al settimo adattamento cinematografico. Insomma, stiamo parlando di uno dei romanzi della storia della letteratura tra i più amati di sempre.

Le sorelle March al centro di "Piccole donne"

"Piccole donne" fu scritto e pubblicato da Louisa May Alcott in due volumi: il primo vide la luce nel 1868 col titolo "Little Women", mentre il secondo del 1869 si intitolava "Little Women or, Meg, Jo, Beth, and Amy". Successivamente i due volumi furono riuniti in un'unica storia e ricevettero diverse modifiche di editing. Nel nostro Paese, il libro – che negli USA ebbe un successo immediato – arrivò nel 1908 con la prima traduzione di "Piccole donne" e "Piccole donne crescono". Oggi è considerato un classico della letteratura per l'infanzia, il tema principale del libro è la crescita, dal punto di vista dei più piccoli, il momento della vita in cui da adolescenti si diventa adulti.

Meg, Jo, Beth e Amy sono le protagoniste di "Piccole donne", le quattro sorelle March, figlie di un cappellano partito per il fronte durante la Guerra di secessione americana, lasciando le figlie e la moglie. Le ragazze, con i loro pregi e i loro difetti, pur essendo povere e con i problemi tipici dell'adolescenza, imparano a crescere e diventare ragazze responsabili, pronte a difendersi da qualsiasi vicissitudine.

L'ultimo "Piccole donne" al cinema

In arrivo in sala il 9 gennaio in 400 copie con Warner Bros, la storia delle sorelle March ha ispirato le più diverse trasposizioni, anche per radio, teatro e tv. Il film, costato 40 milioni di dollari, ne ha incassati finora oltre 80. Diverse le candidature ai maggiori premi, dai Golden Globe (aveva 2 nomination per Gerwig e Ronan) ai Bafta (cinque nomination), ottenendo già vari riconoscimenti, fra gli altri, ai National Society of Film Critics Awards e agli Afi Awards dove ha vinto come miglior film dell'anno.