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Samurai Jay, Ossessione conferma il successo di Halo e vince una scommessa difficile a Sanremo

Il successo virale di “Halo” ha portato Samurai Jay a Sanremo con “Ossessione”: un pezzo leggero e ballabile che ha conquistato pubblico e classifica FIMI.
A cura di Francesco Raiola
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Samurai Jay – ph Luca Paparo
Samurai Jay – ph Luca Paparo

Dopo tanti anni di canzoni e milioni di streaming sembrava che la carriera di Samurai Jay dovesse continuare a essere cibo per amanti del rap o di chi ascolta playlist specifiche su Spotify. Nonostante tantissimi ascolti, il rapper di Mugnano, provincia partenopea, sembrava dover essere relegato a una seconda linea, alle spalle di progetti molto più forti come quello di Geolier o dello stesso Luchè, di SLF o Le Scimmie, piuttosto che di giovani come Le-One, insomma, svariati artisti con cui aveva collaborato o che non avevano i suoi numeri e talvolta il suo standing e la sua sostanza. Poi è arrivato "Halo" e tutto è cambiato di nuovo.

Quel tormentone estivo, firmato con Vito Salamanca, ha sfruttato una viralità improvvisa e prepotente su TikTok, per poi imporsi nelle classifiche Viral di Spotify e pian piano conquistando anche classifiche più generali. L'estate scorsa tantissime persone cantavano "È tutto sbagliato" e questo amore enorme lo ha spinto fino sul palco del Festival di Sanremo. Gennaro Amatore – vero nome del cantante – lo sa che quella canzone è stata il trampolino di lancio verso il palco dell'Ariston, inutile far finta di nulla. È quello che è capitato anche a Eddie Brock che deve alla viralità della sua "Non è mica te" la possibilità di cantare tra i Big.

Ma una cosa è essere figlio di una canzone virale – e Samurai, come detto, è qualcosa in più -, un'altra cosa è riuscire a sfruttare quel successo nel miglior modo possibile. Le aspettative erano molte e il rapper campano se l'è giocata al meglio. Ha scelto di non stravolgere quello che stava costruendo, un percorso latino che gli aveva dato soddisfazioni. Non si è fatto prendere dall'ansia della prestazione, non ha voluto giocare in maniera snobistica andando sul palco con qualcosa di più costruito. E così all'Ariston ci è andato con "Ossessione", una canzone che ripercorre un po' la strada di "Halo" e ha avuto successo.

In un Sanremo in cui erano tornate prepotentemente le ballad e la "canzone sanremese", Samurai Jay ha scelto un pezzo leggero e ballabile, che riportava nelle orecchie anche il tormentone della scorsa estate, giocando con la parola "Ossessione", come quella "Obsesión" degli Aventura che partendo da Napoli conquistò il mondo. Un'ossessione che, come ha ripetuto sempre il cantante, è sana. Ci tiene a sottolinearlo per evitare che quell'idea di amore ossessivo possa portare alla mente altro. E infatti qualche critica è arrivata, anche per versi come "Non è amore, è una malattia". Insomma, un cliché che Samurai ha cercato di smarcare ribadendo come quell'ossessione sia metafora anche per altro, arte, musica, vita.

Ed evidentemente in un'edizione in cui ha vinto il tormentone di Sal Da Vinci, "Per sempre sì", c'era bisogno di una leggerezza che il pubblico ha trovato anche nella canzone di Samurai Jay. Un pezzo che non riscrive la storia della musica italiana, ma che per qualche settimana servirà per essere più leggeri. E infatti il pubblico la premia, spedendola in testa alla classifica FIMI dei singoli più ascoltati, benché ancora un po' indietro nella classifica delle radio. La settimana scorsa era tredicesima, ma probabilmente salirà ancora.

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