Il Museo Rodin di Parigi venderà alcune opere per far cassa e sopravvivere alla crisi dovuta al Coronavirus. Non è il primo museo a trovarsi in una situazione economicamente così grave, considerando che il Louvre ha già perso dall'inizio della pandemia oltre 40 milioni di euro, di certo non sarà l'ultimo. Di sicuro colpisce il fatto che uno dei musei francesi più noti ai turisti di mezzo mondo, dove sono conservate le straordinarie opere di Auguste Rodin, con il famoso "Pensatore", debba procacciarsi risorse per sopravvivere alla tempesta causata dal Covid-19. Dopo la riapertura, in seguito al lockdown, infatti, il museo ha contato perdite che a fine 2020 arriveranno a 3 milioni di euro. E le prospettive dopo la riapertura non sono affatto rosee.

Tuttavia ad essere messe in vendita non saranno opere attualmente presenti nella collezione. Lo stratagemma immaginato dalla direzione è, invece, presente sin dalle intenzioni iniziali dello stesso Rodin quando passò a miglior vita nel 1917. Si tratta, infatti, di copie che verranno realizzate con gli stampi in gesso che lo stesso scultore francese lasciò al suo museo quando passò a miglior vita, proprio con l'intento di venderle.

Ciascuno di questi stampi (in tutto un centinaio) possono essere sfruttati per realizzare fino a un massimo di 12 sculture ciascuna che saranno vendute a prezzi che vanno da 30mila euro fino a decine di milioni. D'altro canto, l'idea di realizzare delle copie delle opere di Rodin da stampi originali non è affatto una novità: diverse versioni delle sue opere, tra cui proprio del Pensatore, si trovano in giro per il mondo, mentre l'originale è conservata nel giardino del Museo a Parigi. Quegli stampi,  ha spiegato il responsabile dell'ufficio stampa del museo, Clémence Goldberger, sono lo strumento che Rodin lasciò al museo affinché sopravvivesse in caso di crisi economica.

Poco più di cento anni dopo, quel momento pare proprio essere arrivato.