È morto lo scrittore Salvatore Mannuzzu. Lo scrittore e magistrato, ex deputato sardo, è morto stamani a Sassari, dove risiedeva. Lo scrittore aveva 89 anni ed era diventato famoso sul finire degli anni Ottanta per il romanzo "Procedura", di recente ristampato da Einaudi. Mannuzzu, che in realtà era nato a Grosseto, in Toscana, era sardo per origine e per vissuto a tutti gli effetti. Stamattina era stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari in seguito a un malore, dove purtroppo è spirato. Era nato nel marzo del 1930, in pieno fascismo. Nel 2020 avrebbe compiuto 90 anni.

Mannuzzu, lutto per la Sardegna e per l'Italia

Magistrato, deputato indipendente nelle liste del Pci per tre legislature, dal 1976 al 1987, Mannuzzu ha scritto romanzi celebri e importantissimi. Libri raffinati e importanti, attraversati da un'insolita linea "nera", che raccontava una Sardegna diversa e mai scontata, le inquietudini di un uomo colto, isolato qual era. Raccontava i giudici e il mondo della magistratura, i dilemmi etici di chi è chiamato a giudicare. A dargli materiale per i suoi romanzi, ovviamente la sua lunga carriera di giudice. "Procedura", probabilmente il suo romanzo più famoso, fu la base di ispirazione per il regista Antonello Grimaldi, che arrivò in sala col titolo "Un delitto impossibile".

I suoi libri, editi da Einaudi, negli ultimi anni erano introvabili. Si spera l'editore torinese possa ristamparli e metteri nuovamente in commercio. In età giovanile, nel 1960, ha pubblicato un romanzo sotto lo pseudonimo di Giuseppe Zuri, dal titolo "Un Dodge a fari spenti". Dal 1988, a partire da "Procedura" ( che vinse il Premio Viareggio), ha pubblicato con successo una decina di romanzi presso Einaudi.